Autore Redazione
mercoledì
22 Marzo 2023
20:03
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Politica - Alessandria

Siccità, M5S Alessandria invoca iniziative sulla gestione dell’acqua e campagne di sensibilizzazione

Siccità, M5S Alessandria invoca iniziative sulla gestione dell’acqua e campagne di sensibilizzazione

ALESSANDRIA – In occasione della giornata mondiale dell’acqua i consiglieri del Movimento 5 stelle di Alessandria, Francesco Gentiluomo e Sanny Santoro hanno depositato una mozione dedicata al tema della siccità, una iniziativa promossa dagli esponenti pentastellati di tanti altri Comuni italiani.

“Abbiamo visto in prima persona, nel territorio alessandrino, come questo tema tocchi da vicino i nostri cittadini. I cambiamenti climatici hanno provocato negli ultimi anni danni ingenti all’agricoltura e a tutta la cittadinanza” hanno sottolineato il capogruppo Gentiluomo e la consigliera Santoropensiamo alle recenti trombe d’aria che hanno colpito il nostro territorio. Le amministrazioni locali possono promuovere iniziative sulla gestione della quantità e qualità dell’acqua e organizzare campagne di sensibilizzazione sull’utilizzo consapevole di questa risorsa primaria. Aggiungiamo che su questo tema così importante il Governo sta tardando i provvedimenti annunciati da mesi, dato che la dichiarazione dello stato di emergenza risale a luglio 2022″. 

Di seguito il testo completo della mozione:

Premesso che:
secondo il rapporto della Convenzione delle Nazioni Unite per combattere la desertificazione (Unccd), «Drought in Numbers 2022», in mancanza di una efficace strategia e di un impegno
condiviso a livello globale, entro il 2050 la siccità potrebbe colpire oltre i tre quarti della popolazione mondiale;
il degrado dei terreni nelle aree più esposte alla desertificazione è causato principalmente dallo sfruttamento eccessivo e dall’uso inappropriato del suolo e delle acque, oltre che dalle variazioni
climatiche;
la siccità è una delle principali cause della desertificazione che, a sua volta comporta, il declino della sua fertilità, della biodiversità che ospita, con evidenti danni complessivi anche alla salute
umana, azioni i cui impatti sono fortemente inaspriti dai cambiamenti climatici;
come rilevato dalle categorie di settore e dalle istituzioni competenti in materia, tali fattori hanno un pesante impatto sulla disponibilità di risorse idriche anche nel nostro Paese;
la Società meteorologica italiana (Nimbus web) ha rilevato che il 2022 è entrato nella storia della climatologia italiana ed europea come un anno tra i più estremi mai registrati in termini di caldo e
deficit di precipitazioni, e in particolare in Italia si è rivelato il più caldo e siccitoso nella serie climatica nazionale, iniziata nel 1800 e gestita dal Cnr-Isac di Bologna, con pesanti ripercussioni
sulle portate fluviali, sull’agricoltura e la produzione idroelettrica;
le prospettive non sembrano incoraggianti anche per il 2023. Il 10 gennaio 2023 il programma di osservazione satellitare della Terra EU-Copernicus (servizi sui cambiamenti climatici e il
monitoraggio dell’atmosfera, C3S e CAMS) ha diramato l’analisi delle anomalie climatiche del 2022 in Europa e nel mondo ed evidenziato che un nuovo episodio di mitezza eccezionale ha interessato gran parte d’Europa anche tra fine dicembre 2022 e inizio gennaio 2023;
si rileva inoltre che il già precario equilibrio del territorio è sempre più spesso aggravato da fenomeni pluviometrici estremi di segno diametralmente opposto, come violenti nubifragi che
comportano erosione del suolo, rischio di frane, mareggiate intense, trombe d’aria e sbalzi termici, provocando frequenti e ingenti danni al territorio e al sistema produttivo;
oltre all’aspetto quantitativo legato all’approvvigionamento, va considerato che il fenomeno della siccità comporta anche un decadimento della qualità della risorsa idrica, con gravi ripercussioni
soprattutto per il settore agricolo. Si tratta del cosiddetto fenomeno dell’intrusione del cuneo salino, per il quale la progressiva intrusione di acqua marina a un elevato grado di salinità, determina una salinizzazione dei pozzi con cui vengono irrigate le colture, che risultano così irrimediabilmente danneggiate e un conseguente degrado dei suoli (salinizzati);
va inoltre considerato che le infrazioni per la presenza di nitrati in falda permangono in molte zone d’Italia e gli indici di eutrofizzazione peggiorano lo stato di molti corpi idrici, con la conseguenza
che la diminuzione dell’acqua in falda non può che aggravare la concentrazione dei nitrati e di altri inquinanti chimici nelle acque;

Considerato che:
L’articolo 62 del D.Lgs. 152/2006 prevede che i comuni, le province, i loro consorzi o associazioni, le comunità montane, i consorzi di bonifica e di irrigazione, i consorzi di bacino imbrifero montano e gli altri enti pubblici e di diritto pubblico con sede nel distretto idrografico partecipano all’esercizio delle funzioni regionali in materia di difesa del suolo nei modi e nelle forme stabilite
dalle regioni singolarmente o d’intesa tra loro, nell’ambito delle competenze del sistema delle autonomie locali;

impegna la giunta comunale a:
a promuovere, anche attraverso appositi tavoli istituzionali con tutte le autorità competenti in materia, politiche intersettoriali sulla gestione della quantità e della qualità dell’acqua per accrescere
la resilienza dei sistemi di approvvigionamento idrico, di trattamento, di stoccaggio e di trasporto nonché dei sistemi di igiene, assicurando adeguate conoscenze ai fini decisionali e della corretta
comunicazione ambientale;
ad adottare iniziative volte a prevedere una ricognizione puntuale degli scopi delle principali captazioni idriche locali, anche in vista di piani di riduzione differenziata delle captazioni in caso di
emergenza idrica quantitativa e qualitativa in funzione dell’utilizzo primario;
a valutare l’opportunità di richiedere analisi qualitative a campione della risorsa idrica emunta dai pozzi domestici in occasione di crisi idriche nel territorio comunale, al fine di verificare la
sussistenza dei requisiti di potabilità delle acque;
a promuovere campagne di sensibilizzazione volte a condividere in modo solidaristico e secondo principi di proporzionalità la necessità di riduzione dei consumi domestici e dei prelievi da parte di
tutti i soggetti derivatori.

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