Dopo il confronto tra Saitta e i sindaci, la prossima settimana il primo “tavolo di lavoro” sull’Ospedale di Acqui
adv-168

TORINO – Hanno indossato le fasce tricolore e, tutti insieme, 46 sindaci dell’acquese, dell’astigiano e del cuneese sono saliti sul pullman  diretto a Torino per il tanto invocato incontro sull’Ospedale di Acqui con i vertici della Regione. Il lungo confronto nella sede dell’assessorato alla Sanità si è concluso nel tardo pomeriggio con l’impegno ad aprire già la prossima settimana un tavolo di lavoro per trovare soluzioni il più possibile condivise sulla nuova classificazione dell’Ospedale di Acqui Terme.

adv-867

Durante l’incontro, hanno  spiegato in una nota inviata da Torino, l’assessore regionale Antonio Saitta ha escluso il depotenziamento del Pronto Soccorso, mai messo in discussione e che rimarrà “garantito H24”. L’assessore, affiancato dal Direttore generale Fulvio Moirano e dai direttori dell’Ospedale e dell’Asl di Alessandria,  Giovanna Baraldi e Gilberto Gentili e dal Direttore dell’ASL di Asti, Ida Grossi,  ha poi “insistito perché anche i sindaci dell’Acquese condividano il progetto della Regione Piemonte sulla rete di emergenza-urgenza”. “Mi aspetto – ha dichiarato Saitta – che anche nel vostro territorio voi stessi possiate individuare le zone migliori dove far atterrare gli elicotteri del 118 anche di notte, come sta accadendo in larga parte del resto del Piemonte, garantendo così soluzioni di emergenza-urgenza alla popolazione delle zone periferiche e disagiate”.

Proprio la soluzione dell’elisoccorso attivo anche di notte come risposta alle richieste dei sindaci in merito al mantenimento di Cardiologia ha lasciato dubbioso il primo cittadino di Acqui Terme, Enrico Bertero. “Insieme a tutti gli altri sindaci – ha spiegato a Radio Gold – ho posto il problema della distanza di molte frazioni anche da quelli che potrebbero essere i punti di atterraggio e decollo dell’elisoccorso. La Regione intende attivare quattro elicotteri del 118 per il volo notturno: uno per la zona Torino, un altro  per il Verbano Cusio Ossola, il terzo per il cuneese e il quarto che dovrebbe servire le province di Alessandria, Asti e Vercelli. Se la stessa notte si verificasse un’emergenza anche nelle altre zone è chiaro che l’elicottero non potrebbe atterrare contemporaneamente nell’acquese, senza contare che in caso di nevicate o forte  vento l’elicottero potrebbe non riuscire ad alzarsi in volo”. La soluzione dell’elisoccorso,  ha aggiunto Bertero, rischia quindi di non risolvere il problema dei cittadini delle frazioni. “Ponzone, ad esempio, ha 7 frazioni in alcuni casi distanti anche 13 Km dal Comune centro.  Se un cittadino dovesse avere un infarto o ictus come potrebbe raggiungere in tempo utile  eventuali punti di arrivo dell’elisoccorso? Senza contare, poi, la spesa che molti Comuni dovranno sostenere per attrezzare i campi da calcio per il volo notturno”. Insomma i dubbi rimangono ma il sindaco Bertero si è detto fiducioso. “Della soluzione elicottero parleremo durante i tavoli di lavoro, così come di tutto il resto. Ritengo però importante e positiva l’apertura dell’assessore Saitta. Posso dire, quindi, di essere completamente soddisfatto, a metà. La prossima settimana si aprirà  il tavolo di lavoro ma prima, martedì 9 febbraio, i sindaci torneranno a Torino per l’annunciata manifestazione con i cittadini. “E’ confermata. Noi, e spero anche tanti acquesi, andremo a Torino in nome e per conto di tutti i 19.516 maggiorenni che hanno firmato per mantenere i salvavita dell’Ospedale Acqui. Anche se, lo dico perché sono convinto che la sanità non debba avere colore politico, su Cardiologia credo che potremo lavorare bene con l’assessorato regionale per trovare una soluzione”.  

adv-432

 (Foto tratta dal profilo Facebook di Enrico Silvio Bertero Sindaco di Acqui Terme)

Tatiana Gagliano