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Ex-discarica di Castelceriolo, chiesti nuovi controlli sui materiali usati per la bonifica

CASTELCERIOLO – Nei giorni in cui si infervora il dibattito sul nuovo piano industriale di Aral, l’azienda per lo smaltimento dei rifiuti, monta un nuovo caso sull’ex-discarica di Castelceriolo, alle porte di Alessandria, di cui Aral è proprietaria.

Nei lavori di bonifica del sito, secondo quanto presentato dalla mozione del consigliere d’opposizione Emanuele Locci mercoledì in Consiglio, sarebbero stati utilizzati anche dei rifiuti. Oltre al terriccio e al FOS (frazione organica stabilizzante), ci sarebbero, sostiene il consigliere, materiali non autorizzati come plastica, liquami e altri rifiuti indifferenziati per la realizzazione della corona di perimetro dell’area adibita allo stoccaggio, danneggiata dall’alluvione del 1994. Per questo motivo, la mozione chiedeva di effettuare 5 nuovi carotaggi sotto gli occhi della Commissione Ambiente e valutare, qualora fossero stati utilizzati materiali inadatti, se questi siano dannosi per la salute.

Bocciata però la richiesta di Locci, che ha sì convinto, tra i 9 firmatari, anche i consiglieri di maggioranza dei Moderati, ma ha trovato il muro compatto del PD (13) e un’astensione.

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Ho le prove fotografiche dell’uso di rifiuti che ho allegato alla mozione”, ha esordito Locci ai microfoni di Radio Gold “già nel 2013 ci era stato segnalato che per i lavori di bonifica non sono stati utilizzati solo terriccio e FOS. Arpa, però, non ha mai autorizzato Aral a usare rifiuti per le opere di bonifica”.

Ma secondo la Giunta, Arpa avrebbe già svolto i controlli nel 2013 senza che venissero evidenziate particolari criticità. “Ce ne siamo occupati e avevamo convocato una seduta di Commissione per questo problema”, ha replicato l’assessore all’Ambiente Claudio Lombardi, “l’Arpa ha fatto tutti i controlli che un ente istituzionale e professionale deve fare. Non ci hanno riferito alcun allarme di conformità. L’ex-discarica è sottoposta a controlli di autorizzazione integrata ambientale da parte della Provincia, quindi i controlli sono molto forti”.

Il Pd si è impegnato a convocare una Commissione  entro 15 giorni, il 28 dicembre o il 4 gennaio”, ha ripreso Locci, “purtroppo la mozione non è passata anche se abbiamo ottenuto una partecipazione trasversale, coinvolgendo consiglieri della maggioranza”.

Ma la Commissione non ci sarà, perchè la proposta del PD era di discutere della situazione proprio in Commissione solo se Locci avesse ritirato la mozione. E’ lo stesso Presidente della Commissione Ambiente, Daniele Coloris, a ribadirlo, aggiungendo: “Noi eravamo disponibili a confrontarci in Commissione, perchè, se fosse vero che vengono utilizzati rifiuti inappropriati per i lavori di bonifica, sarebbe grave. Ho proposto a Locci il 28 dicembre o il 4 gennaio solo se avesse ritirato la mozione, ma lui non lo ha fatto e quindi non ci sarà nessuna Commissione. Era una mozione che usava la salute dei cittadini come un pretesto, anche perchè si stava discutendo del piano industriale di Aral e non c’entrava nulla col dibattito. Noi faremo comunque i controlli necessari ma ci muoveremo assieme all’Assessorato“.

Lombardi, invece, ha aperto alle istanze di Locci. “Siamo disponibili a convocare una Commissione“, ha detto, “anche in presenza di Arpa e della provincia. Voglio evitare polemiche perchè sono questioni in cui bisogna rimanere uniti“.

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