OVADA – Dovrebbe tenersi nei prossimi giorni il tavolo di lavoro chiesto da Ascom e Confersercenti e coordinato dal Comune di Ovada per trovare un punto d’intesa con la Pro Loco sulla collocazione del mercatino dell’antiquariato. Le due associazioni dei commercianti nei giorni scorsi si sono dette “perplesse” rispetto all’annunciata volontà della Pro Loco di Ovada di “studiare nuove collocazioni più decentrate” per alcuni eventi come il mercatino dell’antiquariato, Vino a Tartufi e Ovada in Festa. Il motivo sarebbe la “scarsa collaborazione” dei commercianti, secondo la Pro Loco più inclini a “lamentarsi dei disagi” che a dare una mano. Le lamentele, a quanto pare, riguarderebbero soprattutto il mercatino dell’antiquariato.

Sono francamente sorpreso da questo sfogo – ha commentato Alessandro Ferraris di Ascomin Associazione parliamo sempre di collaborazione e di volontà di lavorare tutti insieme perché solo così si ottengono risultati positivi. Il mercatino dell’antiquariato è nato vent’anni fa con pochissimi banchi e il suo attuale successo è figlio sia della collocazione in centro Ovada, sia dell’appoggio dell’iniziativa da parte dei commercianti, che ne hanno subito compreso le grandi potenzialità. Dire che non ne siamo entusiasti mi pare ingiusto. Diverso è il discorso dei costi organizzativi. Se è quello il problema allora parliamone con tutti gli attori coinvolgibili”.

Anche Confesercenti è sulla stessa lunghezza d’onda “Nessuno ha mai messo in discussione il valore dei mercatini dell’antiquariato – ha aggiunto Giorgia Galleni – certo ogni manifestazione è sempre migliorabile, ma questo non vuol dire che la nostra categoria sia disinteressata agli eventi della Pro Loco o che il lavoro svolto non sia apprezzato. Il successo dei mercatini rimane comunque molto legato al loro posizionamento in centro città”.

Sono convinto che ogni problema sia risolvibile discutendone tutti insieme – ha aggiunto Mauro Pigazzi, responsabile della sede Ascom-Confcommercio di Ovada – per cui chiediamo all’Amministrazione Comunale di coordinare un tavolo di lavoro al quale sederci per cercare di trovare un punto di incontro. Detto questo, mi sento di aggiungere che la scarsa partecipazione attiva da parte dei commercianti alla vita della Pro Loco secondo me non va letta così negativamente come è stata descritta. La gestione di un’attività oggi ha orari di lavoro sempre più dilatati, a volte fisicamente diventa difficile prendere altri impegni, soprattutto quando sono così gravosi come organizzare eventi di successo”.

Il mercatino è stato istituito con delibera del Consiglio comunale risalente agli anni novanta – ha aggiunto Marcello Torriglia Segretario di Confesercenti Ovadae sicuramente la Pro Loco in autonomia non può deciderne uno spostamento. Un argomento così importante per la città deve essere prima discusso con tutti gli attori che possono impegnarsi a risolvere eventuali problemi nati negli anni. A mio modesto parere, infine, una diversa collocazione del mercatino dell’antiquariato oltre ad essere inimmaginabile, perché sarebbe in piena contraddizione con lo spirito istitutivo dello stesso mercatino, non darebbe una garanzia di successo equivalente a quella che si registra attualmente. Sono convinto che lo spostamento oltre a danneggiare la città darebbe un danno anche agli operatori che potrebbero scegliere di non parteciparvi più ”.