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TORINO – È stato approvato martedì a Torino l’aggiornamento del piano cave del Terzo Valico che indica in Piemonte 12 siti ‘prioritari’ e 5 ‘di riserva’, attivabili solo in caso di necessità. L’ok della Conferenza dei servizi è arrivato nonostante il parere negativo espresso da alcuni Comuni, tra cui Sezzadio, Novi Ligure, Pozzolo Formigaro e Arquata Scrivia. Le motivazioni del “no”, infatti, sono state ritenute “non ostative” dalla Regione Piemonte.

I nuovi siti “prioritari”, individuati attraverso la valutazione combinata di diversi parametri, tra cui quelli relativi all’ambiente, ai vincoli paesaggistici, alla vicinanza ai centri urbani e alla capacità dell’area, sono stati localizzati nei comuni di Tortona (Cascina Pecorara, Castello Bollo), Novi Ligure (Cascina Polidora), Pozzolo Formigaro (Cascina Guendalina, Cascina Cascinone, Cascina Pelosi, Cascina Ponzana, Cascina Vassuria), Alessandria (Cascina Guarasca 1, Cascina Guarasca 2), Sezzadio (Cascina Opera Pia 2), Bosco Marengo (Cà Bianca).

I siti di riserva interessano invece i comuni di Alessandria (Cascina Bolla 2), Tortona (Cascina Montemerla), Frugarolo –Casal Cermelli (Cascina Pitocca), oltre a due comuni in provincia di Novara di Romentino (Cascina Bettole di Romentino) e Cerano (Cascina Nuova).

I nuovi siti individuati ospiteranno 2,7 milioni di metri cubi di terra derivante dagli scavi delle gallerie dell’opera, che si aggiungono ai 5,3 milioni di metri cubi destinati ai siti già approvati nella precedente versione del Piano cave, per un totale di 7,3 milioni di metri cubi per i siti di deposito piemontesi.

“L’approvazione del piano cave da parte della Regione Piemonte è un atto fondamentale per l’avanzamento dell’opera – ha commentatoil  Commissario di governo per il Terzo Valico Iolanda Romano – È frutto di un enorme lavoro da parte di molti uffici regionali, provinciali e comunali, che hanno analizzato in modo molto preciso le proposte di Cociv e hanno dato le loro indicazioni. Proprio grazie a queste indicazioni le prime proposte per il piano cave hanno avuto già un notevole miglioramento. Nell’ambito del mio mandato di accompagnamento alla realizzazione dell’opera desidero sottolineare il passo fatto in avanti non solo dal punto di vista tecnico, ma anche del dialogo”.

La Provincia di Alessandria ha valutato un miglioramento del piano rispetto alle precedenti versioni” ha evidenziato Claudio Coffano, dirigente della direzione ambiente di Palazzo Ghilini e rappresentante della Provincia nellOsservatorio Ambientale. “Abbiamo comunque ritenuto necessario sia per alcuni siti di deposito, che per alcune tratte viabilistiche imporre talune prescrizioni che permettano l’esecuzione del piano in sicurezza, come lo stralcio del sito di Cascina Pelosi e lo spostamento a sito di riserva di Cascina Opera Pia 2. Per quanto riguarda il monitoraggio abbiamo ritenuto necessaria l’integrazione del piano con un’azione specifica sulla qualità dell’aria in prossimità di insediamenti particolarmente sensibili. Per la viabilità è opportuna la costituzione di una struttura sovracomunale in grado di verificare il corretto rispetto del piano del traffico approvato, con potere di sanzionare l’eventuale mancato rispetto da parte degli operatori coinvolti”.

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 È stata evidenziata e accolta da tutti la necessità di attuare le prescrizioni e di operare un monitoraggio serio sulla realizzazione. “Sottolineo” ha aggiunto il Commissario Romano “l’enfasi data oggi all’aspetto del monitoraggio da parte della Regione Piemonte e della Provincia di Alessandria. Un rinforzo importante in questo senso arriverà con il trasferimento dell’Osservatorio Ambientale ad Alessandria: la delibera di spostamento è ufficiale da fine aprile, le nuove nomine sono già state fatte dagli enti e l’ultimo tassello, l’atto istitutivo per l’attuazione, è atteso dal Ministero per l’Ambiente”.

Nel piano approvato, tra le misure di limitazione degli impatti sulla viabilità è stata data priorità ai siti prossimi ai cantieri ed è stato presentato un approfondimento sugli aspetti ambientali, in particolare sulle emissioni dei mezzi di cantiere. Da aprile 2017 Cociv ha deciso di avvalersi solo di mezzi Euro 4 o superiori e ad oggi già il 75% del parco macchine è formato da veicoli Euro 5 e Euro 6.

“Apprezziamo lo sforzo fatto da tutti i soggetti coinvolti, tra cui i tecnici del Cociv, che hanno contribuito ad arrivare all’approvazione del piano” ha sottolineato Marco Rettighieri, amministratore straordinario del consorzio Cociv. “L’azione di concerto delle amministrazioni e dei tecnici ha portato ad un risultato importante. Siamo pronti ai prossimi passi, con particolare attenzione agli aspetti di monitoraggio ambientale, per il quale il consorzio sta attrezzando di GPS tutti i camion per il trasporto dei materiali”.