Terzo capitolo per la nuova sfida de Lo Stato Sociale

E’ arrivato il terzo capitolo della nuova sfida de Lo Stato Sociale: 5 dischi per 5 artisti, uno per ogni componente della band. Un’operazione nata per spiegare la straordinaria attitudine che fa del collettivo bolognese una realtà unica nel suo genere, capace di dare spazio alle singole personalità e alle idee artistiche individuali: «solo noi potevamo farlo e lo abbiamo fatto, era quasi obbligatorio».

Dopo le prove di Bebo e Checco, tocca a Carota compiere il giro di boa con le sue 5 tracce: “Sono andato ad esplorare i miei tanti lati caratteriali”: con questa dichiarazione d’intenti prende vita un lavoro variopinto sia per lo stile musicale – un ventaglio di generi che spazia dal trip hop al cantautorato – sia per i contenuti, legati a tematiche come il senso di inadeguatezza e quello di appartenenza, mantenendo saldo il focus sul valore della collettività per superare le difficoltà quotidiane.

Non esiste un vero e proprio fil rouge a legare i brani – «il collante alla fine sono io, la mia poetica, il mio linguaggio» – tuttavia la tracklist scorre raccontando diverse evoluzioni dell’amore: c’è un amore appena scoperto, cullato dentro un desiderio di protezione (“Il giorno dopo”), c’è un amore che crolla da un momento all’altro (“Mare di cartone”) e, ancora, c’è un amore vecchio e stanco che prova a rassicurarsi nonostante non sia necessario (“Una casa in pieno centro”)

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In questa avventura Carota chiama a rapporto diversi amici, a partire da Willie Peyote, prezioso featuring nel brano “Il giorno dopo”. Anche sul piano della produzione, eccetto su “Al sole dell’ultima spiaggia” in cui è lo stesso autore a dirigere in prima persona ogni dettaglio, ci sono altri stimati colleghi chiamati a raccolta. Su tre brani (“Il giorno dopo”, “Mare di cartone” e “Colorado”) Carota si avvale della collaborazione dei Mamakass (Coma Cose, Ghali, Malika Ayane, Galeffi, Raphael Gualazzi etc.), sodali con cui si instaura da subito un rapporto di complicità, in special modo per via della comune fascinazione verso certe pietre miliari nate in quel di Bristol a metà del ‘90. Il risultato è fedele alle intenzioni e riesce a condensare il desiderio di produrre musica popolare mantenendo salde le radici nella cultura underground.