Il grande vocalist e compositore (insignito di due Grammy®) Gregory Porter svela “Phoenix,” un nuovo brano che anticipa All Rise, l’album atteso per il 28 di agosto (ancora una volta su etichetta Blue Note). “’Phoenix’ parla dell’insopprimibile anelito all’amore” dice l’artista: “L’amore può sbagliare, può soffrire gravi smacchi, ma alla fine è sempre capace di risorgere dalle ceneri e di andare avanti.”

“Phoenix” fa seguito al brano-simbolo dell’album “Revival” (di ispirazione gospel) ed alla dedica in musica agli amici ed ai fan rappresentata  da “Thank You”. All Rise è già preordinabile nelle due versioni in vinile (standard e deluxe), in CD e in versione digitale. Facendo seguito al precedente album (arrivato ai vertici delle classifiche mondiali) dedicato al suo idolo di sempre Nat “King” Cole, il nuovo disco – prodotto da Troy Miller – rappresenta per Porter il ritorno al suo talento di songwriter, con testi scritti “a cuore aperto”, intrisi di una visione filosofica ispirata alla vita quotidiana, che si accordano ad un perfetto mix di jazz, soul, blues e gospel per arrivare ad un messaggio universale.

“Sì, diciamo che sono cresciuto”, dice Gregory a proposito del brano, che unisce i talenti dei suoi leali compagni di avventura di sempre con una sezione fiati e un coro di 10 voci. “Per me – spiega – il messaggio sta nel percorrere la via della nostra esistenza con paure e dubbi, fino ad arrivare a un punto in cui capisci di potere fare affidamento su qualcosa di concreto: le semplici, silenziose cose che sono la nostra realtà… e quando riesci a dominare la realtà, finisce la paura.”

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Nel concepire la direzione da prendere con il nuovo album, Porter ha chiarito il motivo della scelta del titolo All Rise: un’espressione usata all’ingresso della corte, o dei presidenti: “tutti in piedi”. “Ma in questo caso penso che tutti noi ci dovremmo alzare in piedi, non per manifestare rispetto ad una persona, ma a tutti: tutti noi, uniti nella gioia che ci suscita l’amore. Questa è la mia visione politica, la realtà in cui vivo: viene dalla mia personalità, da quella di mia madre, da quella del blues, della gente nera. Ha quindi a che fare con la resurrezione dai rottami, dalle difficoltà, una storia di riscatto e ascesa: quale che sia la situazione di partenza, potrà migliorare grazie all’amore” spiega Porter.