RADIO GOLD – Giochi di luci, schermi che si muovono, Marco Mengoni seduto su una poltrona sospesa in aria, tonalità alte, basse, in un saliscendi di virtuosismi mai banali, né spocchiosi. L’artista di Ronciglione ha conquistato mercoledi 23 novembre il pubblico del PalaAlpitour di Torino, anche grazie alla simpatia che lo contraddistingue, alla voglia insaziabile di scherzare con i musicisti, con le coriste e con i fan sottopalco.

Mengoni si è divertito come un bambino, saltellando felice sul palco, volando (nel vero senso della parola) sopra al pubblico, ballando tra ritmi dance e reggae senza mai fermarsi. Uno spettacolo nello spettacolo, insomma, impreziosito da una scenografia di livello internazionale, ultratecnologica, tra luci fluo, laser, megaschermi posizionati sia sul main stage, sia al centro del parterre. Una produzione mastodontica, moderna e di forte impatto visivo, ma che non ha scalfito la bellezza intima e poetica dello spettacolo musicale.

I fan della prima ora si sono commossi più volte ascoltando canzoni come In un giorno qualunqueL’essenziale o Pronto a correre.

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Tra i momenti più emozionanti, l’intro del concerto con l’incantevole Ti ho voluto bene veramente, la magica Esseri umani (con Marco seduto in poltrona, sospeso in aria, a diversi metri da terra) e l’ipnotica La valle dei Re, resa maggiormente eterea grazie a un nuovo arrangiamento e alle immagini proiettate sugli schermi.  Il finale del concerto è stato un crescendo di intensità e di coinvolgimento emotivo e fisico: dopo Guerriero, una delle canzoni simbolo del “nuovo” percorso di Mengoni, i saluti conclusivi con due specialissime cover reggae: Jammin’ e Could You Be Loved di Bob Marley, ad esaltare il pubblico che proprio non ne voleva sapere di andarsene dal palazzetto.

 

 

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