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VALENZA – Dagli anni ’50 lo Studio Cirri di Valenza crede nell’importanza della consulenza e della formazione nell’ambito delle Relazioni Pubbliche e opera per formare figure professionali manageriali, team o liberi professionisti. Una esperienza che il dottor Giuseppe Alfonso Cirri ha messo a disposizione dei lettori di RadioGold. Dopo l’approfondimento sui segreti del “Public Speaking”, lo Studio Cirri di Valenza questa volta ha ci aiuterà a migliorare la comunicazione interpersonale, svelando alcune tecniche per affascinare e coinvolgere i nostri interlocutori.

Nel 1973, Paul Watzlawick, psicologo e filosofo austriaco, fondatore della Scuola di Palo Alto in California, nel testo “Pragmatica della comunicazione umana” esordiva con una affermazione categorica: “non si può non comunicare. “L’uomo è un essere sociale” ha ricordato il dottor Giuseppe Alfonso Cirri. Il bisogno di comunicazione è insito nella sua natura. Un valore imprescindibile, come lo è la necessità di ossigeno per le cellule. Sin dall’epoca in cui i nostri antenati disegnavano geroglifici sulle pareti delle caverne ……per comunicare. Senza la comunicazione l’uomo non avrebbe potuto percorrere quel lungo cammino chiamato “evoluzione”.

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Comunicare, interagire con un’altra persona. In un gioco fatto di coinvolgimento, comprensione reciproca, emotività, fascino, rispetto intellettuale e tanto altro ancora.

Il punto di partenza: comprendere a qualeSistema rappresentazionale” appartiene il nostro interlocutore: Visivo, Auditivo Cenestetico? Sarà più attratto da stimoli che richiamano le immagini e i colori, oppure, viene affascinato dai suoni e dalle parole o, ancora, è suscettibile a sensazioni ed emozioni? Porre al centro della nostra attenzione la persona che abbiamo difronte. Utilizzare un linguaggio che ci faccia sentire simili e vicini, per creare quella “compliance” indispensabile per una interazione piena di significati. 

Comprendere quali sono le “Key Words” e le “Hot Words” della persona con cui ci stiamo relazionando. Quelle parole che aprono il cuore e la mente o, irrimediabilmente, li chiudono ermeticamente. 

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Utilizzare le strategie di “ricalco” e “guida”. Per divenire simili al nostro interlocutore e guidarlo, in seconda battuta, nel nostro mondo.  O ancora, imparare ad utilizzare il “NO Positivo”, comprendendo come dire No agli altri, per dire Si a sé stessi. 

La comunicazione interpersonale, altresì definibile con il termine di comunicazione “one to one”, è una alchimia che comprende tre diverse componenti: la parte verbale, il paraverbale e il non verbale. La scelta strategica di quali concetti, quali terminologie utilizzare. Ma non solo. Il tono e il volume della nostra voce. Le espressioni del viso, gli atteggiamenti, gli sguardi e la postura. Saper osservare, applicare e valutare la congruenza tra queste tre componenti della comunicazione.

 

 

Certo, ancora oggi resta vero quello che affermava Alfred Adler (psichiatra e psicoanalista austriaco): “La bocca può dire bugie, la mente non capire, ma il corpo dice sempre la verità”.

La gestione strategica della comunicazione interpersonale. Fondamento e presupposto di efficaci relazioni personali e professionali”.