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NOVI LIGURE – “Mister Fossati non mi crede ma sono sincera: non vado via dalla Novese“. Capocannoniere dell’ultima serie C con ben 32 centri, ai microfoni di Radio Gold la bomber Maria Speranza Levis ha rassicurato società e compagne di squadra, confermando la sua volontà di rimanere a Novi anche la prossima stagione. “Resterò al 100%”. Proprio mister Fossati, martedì, aveva temuto di doverla salutare, sottolineando che tanti club avevano mostrato il loro interesse per il cecchino biancoceleste.

Di gol è abituata a segnarne tanti, ma quello contro il Genoa nei playoff per la Serie B ha avuto un sapore speciale, perché ha permesso alla Novese Calcio Femminile di essere promossa nella serie cadetta. “Al di là del mio gol, sono veramente felice per la promozione, perché ci tenevamo veramente tanto. L’emozione che abbiamo provato sabato è stata davvero forte. Dopo la sconfitta contro il Napoli è stata dura, però siamo state brave a non buttarci giù, soprattutto grazie al mister. L’anno prossimo sarà un campionato duro. Partiremo per lottare per la salvezza ma spero di continuare a segnare tanto per la squadra“.

Maria Speranza gioca a calcio sin da quando era molto piccola. “Ho cominciato quando avevo 6 anni, sono tifosa del Milan. Seguo molto il calcio maschile, e il mio calciatore preferito è stato Gilardino, che è di Biella, la mia città”.

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Sono molto scaramantica. In realtà tutta la squadra lo è. Ascoltiamo sempre le stesse canzoni nel prepartita, e io indosso sempre le stesse calze e parastinchi. Il 27 come numero di maglia? L’ho scelto perché era libero e mi ispirava. Adesso non lo toglierei più ha raccontato Levis.

La vita di Maria Speranza, classe 1993, non è solo incentrata sul calcio, anche se il pallone rimane comunque la sua passione più grande. “Frequento l’ultimo anno per la laurea magistrale all’università, studio Lingue e Letterature straniere a Vercelli. Spero di laurearmi presto, però sicuramente mi piacerebbe rimanere nel mondo del calcio anche nel futuro, quando smetterò di giocare, perché è tutta la vita che ci gioco”.

Un’ultima battuta sul calcio femminile, che nell’ultimo periodo sta avendo sempre più risalto. “Era ora che qualcosa cambiasse. Rispetto a qualche anno fa c’è stato un grande cambiamento, anche se secondo me si può fare ancora di più”. 

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