ACQUI – Ai titoli di coda di un film da incubo. Questa la situazione dell’Acqui Calcio: sul campo travolto da impietose goleade degli avversari, ultimo in classifica ii Eccellenza, a fronte di una società con i conti in rosso e a un passo dalla radiazione. “Aspettiamo ancora due settimane e poi qui si chiude. Non possiamo andare avanti così” hanno sottolineato il presidente Sante Groppi, mister Michele Del Vecchio e l’ex direttore generale Franco Ratto (da destra a sinistra nella foto). L’ultima spiaggia si chiama azionariato popolare, l’operazione tentata e riuscita nell’estate del 2012 ma che ora appare fuori tempo massimo per una società in conflitto aperto con l’amministrazione comunale.

Non abbiamo i campi a disposizione” ha sottolineato il presidente Sante Groppi “ci è stato impedito di lavorare. I problemi economici sono nati prima del nostro arrivo. Io stesso ho contestato il bilancio del 2015, quello della gestione Porazza, che mi ha preceduto. Non erano stati conteggiati dei debiti per circa 72 mila euro. Ho fatto istanza di autotutela, dove chiedo la sospensione dell’ingiunzione che ci ha fatto l’amministrazione: il Comune ci chiede di pagare 38 mila euro circa per il campo ma non siamo stati solo noi a utilizzarlo. La cifra da versare è inferiore. E nel contratto di assegnazione dei campi non è stato consultato l’arbitrato. E poi queste fatture, arrivate in ritardo a settembre 2015, riguardano il periodo fino al 30 aprile dello scorso anno. Io sono arrivato in estate. Dispiace che un gioco come il calcio sia diventato per me fonte di angoscia. Io non voglio rimediare alle magagne fatte da altri. Ma sono stato troppo buono, ho perso molti dei miei risparmi per venire ad Acqui.” Continua dopo il banner

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E’ vero che sul campo l’Acqui ha perso tutte le partite ma la gestione Groppi non ha fatto debiti” ha sottolineato Franco Ratto “non ci sono i soldi, non abbiamo nulla a cui aggrapparci. Ma anche se non sono più un dirigente io non voglio mollare la barca. Stiamo continuando a lavorare gratis, con alcune ditte che ci danno una piccola mano.

La baracca è quasi crollata” ha aggiunto mister Del Vecchio “ci possiamo allenare sui campi solo due ore a settimana. E’ una vergogna. Sono state fatte delle promesse, poi non mantenute. Ma questa situazione non dipende da noi, che non stiamo accumulando debiti come invece hanno fatto le altre gestioni che ci hanno preceduto.

Contattato dalla redazione di Radio Gold, il sindaco di Acqui Enrico Bertero ha attaccato l’attuale dirigenza, rispedendo al mittente l’appello di cercare una via d’uscita. Acqui non ha bisogno di questa gente, che non ha nulla a che vedere con la nostra tradizione sportiva. Sono amareggiato e arrabbiato. L’Acqui è allo sfascio, è diventato lo zimbello di tutta la regione. Vedere poche decine di persone allo stadio è stata la cosa peggiore, noi che fino a qualche anno fa avevamo una media di 800 spettatori. Lo scollamento tra la squadra e la città è per me la ferita più grande. Mi dispiace per i tifosi. E poi la vergogna sportiva è sotto gli occhi di tutti: 56 gol subiti in 12 partite. Io mi sono impegnato a farli giocare sul campo dell’Ottolenghi dopo che erano stati sollevati dalla gestione a causa della loro incuria. Non si sono fatti sentire da maggio a novembre. Poi cinque giorni fa hanno contestato la cifra da versare. Non si fa così: prima di parlare si paga. Poi discutiamo insieme. L’azionariato popolare? Ricordo quando nell’estate 2012 siamo siamo riusciti a far iscrivere la squadra in Eccellenza. Ora non ci sono le condizioni.”

Tra due settimane quindi, se non arriveranno forze fresche per poter agire nel mercato invernale, la società è pronta a ritirare la squadra: dopo quattro partite perse a tavolino scatterà l’inevitabile radiazione.