Immagine Casale, ancora un’assemblea senza la proprieta’. E la societa’ e’ di nuovo deferita

La famiglia Di Stanislao continua a snobbare il Casale e questa, purtroppo, non è una novità. Nell’assemblea della Casale Comunication and Marketing di questo lunedì sera la proprietà ha disertato la riunione. Andrea Di Stanislao, il detentore del 90% delle quote, è risultato assente ancora una volta, come era successo anche lo scorso 19 aprile. L’amministratore unico Domenico Falanga ha comunque informato i soci di minoranza presenti sulle sue prossime intenzioni. Falanga scriverà all’ex patron Roberto Goveani per fargli presente l’intenzione di avviare un’azione di responsabilità nei suoi confronti, a tutela della società del Casale. In parallelo il legale della famiglia Di Stanislao ha assicurato i soci di voler accelerare il recupero dei crediti della sponsorizzazione Foppiani che l’ex amministratore unico, Giorgio Zanon, deve onorare. Tutto questo mentre, sempre secondo Falanga, resta ancora in piedi l’ipotetica ricapitalizzazione di 320 mila euro. La Moma International Trading dovrebbe garantire questa cifra entro il 30 giugno, visto il contratto di sponsorizzazione della bibita Forza Blu, sottoscritto attraverso una cambiale internazionale. Si tratta di uno scenario che però non può essere dato per certo e, soprattutto, che non risolve la attuale mancanza di liquidi nelle casse societarie, con i tesserati in attesa di circa cinque mensilità arretrate. I consiglieri di minoranza della Casale Comunicaton and Marketing si sono riaggiornati per un nuovo incontro alla fine di questa settimana o, al massimo, tra sette giorni, dove sarà valutato il da farsi. Resta sempre sul tappeto la volontà di recedere le quote in loro possesso. Tutto dipenderà dai prossimi giorni, quando i soci (Giuseppino Coppo, Ettore Accornero, Fabrizio Amatelli, Luigi Massa e Massimo Barbieri, ndr) si confronteranno con i rispettivi consulenti di fiducia e imbastiranno una linea di azione comune.

Infine, il procuratore federale ha deferito alla Commissione Disciplinare Nazionale la società e il suo allora legale rappresentante, Matteo Dellera, “per non aver documentato agli Organi Federali competenti l’avvenuto pagamento degli emolumenti dovuti ai propri tesserati per le mensilità di novembre e dicembre 2012, nei termini stabiliti dalla normativa federale”.