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Uno stadio Moccagatta tutto da giocare. Prosegue l’iniziativa dell’Alessandria Calcio “GiocAlMocca”, una serie di iniziative volte a sviluppare idee e attività per i piccoli delle scuole elementari della città. Ieri già Riccardo Taddei e Luca Mora hanno fatto visita agli alunni della scuola Carducci. GiocAlMocca permette così di veicolare valori fondamentali per la crescita di un bambino che lo sport evidenzia come l’impegno, la disciplina, uno stile di vita sano e corretto. Il progetto è nato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale, il gruppo Intesa Sanpaolo, la Centrale del Latte di Alessandria e Asti e Acerbis. Dopo una serie di incontri nelle scuole ci si sposterà in palestra, gli allenatori della Scuola Calcio Alessandria affiancheranno gli insegnanti di Educazione Fisica per svolgere diverse attività pratiche. Per questo Acerbis fornirà a ogni scuola che parteciperà un kit con una borsa da calcio, cinque palloni e dieci pettorine. Quando la stagione lo consentirà poi, i bambini calcheranno il campo del Moccagatta, visitando anche la sede dell’Alessandria e cambiandosi negli stessi spogliatoi dei grigi più grandi. A maggio infine, è stata programmata una grande festa, con l’obiettivo di vedere più di mille bimbi correre sul manto erboso del Moccagatta.

Il primo “assaggio” è avvenuto ieri con Taddei e Mora che hanno parlato del loro passato e presente, di come è nata la passione per il pallone e come vivono l’esperienza di calciatori professionisti, dalle abitudini alimentari alla preparazione della partita. “Ho cominciato a giocare quando avevo 6 anni e fino ai 14 mi sono divertito, ho imparato a socializzare” ha raccontato Taddei “poi sono cresciute le responsabilità. Nella mia carriera mi sono messo in discussione, pensando sempre a cercare di migliorarmi” ha detto l’attaccante ai bambini “è importante che anche voi, quando sarete più grandi, riusciate a prendere in mano la vostra vita, a essere padroni del vostro destino. Io tengo sempre con me un foglio che, otto anni fa, firmò un chirurgo di fama a livello europeo: diceva che non si assumeva la responsabilità di altri infortuni se avessi continuato a giocare. Infatti ho subito diverse operazioni al ginocchio ma ancora oggi riesco a dire la mia in campo, il calcio mi ha insegnato anche a soffrire, a fare sacrifici.”

“Ho sempre giocato per divertirmi” ha detto Mora “ho scelto di fare il calciatore perchè mi sentivo più bravo in questo sport ma ho praticato anche basket e pallavolo, persino baseball. Il calcio mi ha permesso di viaggiare e fare tante esperienze, come quando sono stato a Verona a 18 anni. Certo oggi ci sono più responsabilità ma resta sempre il divertimento anche nelle partitelle di allenamento.”

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