Alessandria, quale sarà il tuo futuro? Quattro scenari possibili sui grigi
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ALESSANDRIA – Non è passata nemmeno una settimana dalla retrocessione diretta in Serie C dell’Alessandria Calcio. Meno di sette giorni che di certo non hanno ricucito una ferita, sicuramente lenta a rimarginarsi, che si è aperta al triplice fischio la sera del 6 maggio. Anche perché quella (maledetta) B la si aspettava da quasi mezzo secolo e vedersela sfilare dalle mani senza possibilità d’appello è stato un rospo difficile da digerire. Tanto per i tifosi quanto per la società. Già, proprio quella società che a bocce ferme, quando la delusione sarà un po’ meno amara, dovrà fare il punto della situazione e capire che cosa vorrà fare da grande. E di scenari all’orizzonte ce ne sono davvero tanti.

SCENARIO UNO

A partire dalla domanda di ripescaggio che il club di via Bellini sembrerebbe intenzionata a presentare al termine della stagione, e quindi dei playout e playoff. Del resto la situazione della Reggina è tutt’altro che rosea. I conti della società calabrese non tornano e a questo si è aggiunto nei giorni scorsi l’arresto del patron Luca Gallo da parte della Guardia di Finanza in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Roma. Per l’imprenditore i capi d’accusa sarebbero, come riportato da Ansa, autoriciclaggio e omesso versamento dell’Iva. La Reggina, in questo senso, rischia di fare la fine del Chievo un anno fa. In questo scenario tutto in divenire si potrebbe inserire proprio il club di Luca Di Masi che, insieme a una tra Cosenza e Vicenza, sarebbe decisamente interessato a riempire il posto lasciato vacante dagli amaranto.

SCENARIO DUE

L’ipotesi peggiore sarebbe, al contrario, quella di una cessione della società da parte di Luca Di Masi. Dopo nove anni, una Coppa Italia Serie C, una promozione nella C unica e una in B il patron potrebbe così fare un passo indietro. Lo stesso chiesto da alcuni tifosi dopo la sconfitta contro il Vicenza che ha ricatapultato i grigi nella terza serie del calcio italiano. Il vero dilemma è a chi Di Masi potrebbe cedere il club. Il Covid, infatti, ha indebolito i conti di tantissimi imprenditori nostrani e gli ultimi passaggi di proprietà sono avvenuti a fondi americani o arabi, come sta avvenendo in ultimo caso al Palermo.

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SCENARIO TRE

Tra un tentativo di Serie B attraverso un ripescaggio e la cessione c’è una via di mezzo. In questo caso parleremmo di un’Alessandria ridimensionata negli obiettivi. Di una squadra, ancora in mano a Di Masi quindi, ma costruita per fare un’onesta Serie C con l’obiettivo principale di una salvezza senza troppi patemi. Il modello, del resto già abbozzato ai tempi di Scazzola, sarebbe quello di creare un gruppo di giovani di valore, provenienti dal proprio come dai vivai di mezza Serie A, affiancati da alcuni giocatori esperti e di categoria che li possano fare crescere e valorizzare. Uno scenario che vedrebbe tuttavia i grigi nel limbo di metà classifica con qualche apparizione ai playoff e magari nulla più. In questo caso ci sarebbe un ridimensionamento anche nello staff tecnico e dirigenziale. Difficile infatti che Moreno Longo, seguitissimo in questi giorni dal Benevento, possa accettare un progetto di questo tipo. Ai saluti anche il ds Fabio Artico che in B, come gli imputano molti tifosi, non è riuscito a indirizzare un mercato all’altezza per mantenere la categoria.

SCENARIO QUATTRO

L’ultima ipotesi è quella di un’Alessandria Calcio agguerrita e combattiva. Un’Alessandria che, una volta metabolizzata la delusione della retrocessione, faccia quadrato attorno al suo presidente e risorga dalle sue ceneri. In questo senso si prospetta una squadra competitiva sin da subito e che possa tentare l’assalto alla Serie B. Difficile anche in questo scenario una possibile conferma di Artico mentre più plausibile una permanenza di Moreno Longo (o comunque un allenatore di categoria superiore alla C) per programmare e progettare come gli era stato proposto in un primo momento, poco prima della cavalcata conclusa con il successo ai playoff contro il Padova. Per ora si tratta solo di scenari e suggestioni, in attesa delle parole del presidente Luca Di Masi che nelle prossime settimane potrebbero fare maggior luce su quello che sarà il futuro dei grigi.