A meno di un mese (forse) dall’inizio del campionato l’Alessandria Calcio non esiste

ALESSANDRIA – Che ne sarà dell’Alessandria Calcio? Il futuro dei grigi resta un enorme enigma a cui nemmeno gli aruspici saprebbero trovare risposta. A oggi, a meno di un mese dall’inizio del campionato di Serie C, l’Alessandria Calcio non esiste più. O almeno, esiste di nome ma non di fatto. Esiste nella burocrazia, nel pagamento della fideiussione per la copertura degli emolumenti, nel rispetto dei contratti in essere con sponsor e tesserati. Ma, al momento, nulla di più. Quella che un tempo era una società ambiziosa e fiore all’occhiello della Lega Pro – e lo è ancora se si guardano esclusivamente i conti – sta letteralmente e nemmeno troppo lentamente scomparendo come neve al sole. E il solo pensiero che il 4 settembre i grigi dovranno scendere in campo per la prima di campionato mette i brividi.

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Perché l’Alessandria Calcio – sul piano sportivo – a oggi non c’è se non in un manipolo di ragazzini di buona volontà e nulla più. Simbolo desolante è quel pallone gestito con troppa forza, durante l’amichevole con il Torino Primavera (persa 2-1 tanto per la cronaca), e arrivato dritto in tribuna sfiorando la testa di una tifosa distratta il cui urlo di stupore è stato un semplice “aggiustate quei piedi per carità“. Per il resto la rosa – quella vera – è stata smembrata e i suoi singoli componenti, come annunciato dallo steso Di Masi a fine giugno, venduti al miglior offerente.

E ha voglia e coraggio Massimo Cerri, neo direttore dell’area tecnica chiamato a fare il mercato (sì, ma quale?) in entrata dell’Alessandria, a provare a tranquillizzare la tifoseria sempre più rassegnata a vedere la propria squadra lentamente sparire dal calcio che conta. A meno di una cessione lampo da parte di Luca Di Masi – ormai il club è in vendita da un paio di mesi – e investimenti importanti e tempestivi sul mercato da parte dell’eventuale e fantomatica nuova proprietà, i grigi sono destinati a una netta quanto inevitabile retrocessione.

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Basti scorrere i nomi della squadra che, proprio con il Torino Primavera, sono scesi in campo agli ordini di mister Rebuffi. Marietta, Podda, Antolini M., Pellitteri, Cocino, Marasco, Ventre, Ghiardelli, Mazzucco, Filip, Ghiozzi con in panchina Dyzeni, Gallesio, Silvestri, Ascoli, Morando, Zani, De Ponti, Boscaro, Trinceri, Stickler, Boido. Tutti giovanissimi con esperienze limitate alla D e al settore giovanile ma che questa stagione dovranno giocare nella terza serie del calcio nostrano. “Qualche investimento verrà fatto con giocatori d’esperienza“, ha rassicurato Cerri. Ma il tempo scorre inesorabile e a oggi il racconto sportivo ha visto solo cessioni e nessun acquisto. E allora sì che ci si deve preoccupare perché, a meno di un mese dall’inizio del campionato, l’Alessandria Calcio non esiste.

Foto Ufficio Stampa Alessandria Calcio