Atletica: il “novese” Marcell Jacobs si conferma ai mondiali indoor. Oro e record europeo

NOVI LIGURE – Come la scorsa estate, anche questa sera si esulta anche in provincia di Alessandria per celebrare l’uomo più veloce del mondo. Il campione olimpico sui 100 metri Marcell Jacobs, infatti, ha vinto un altro oro: ai mondiali indoor di Belgrado sui 60 metri, infatti, l’azzurro ha battuto per appena tre millesimi Christian Coleman. Bronzo per l’altro americano Marvin Bracy, “distante” tre centesimi. Il 6.41 di Jacobs vale anche il record europeo, caduto dopo ben 13 anni: un centesimo in meno del tempo realizzato nel 2009 dal britannico Chambers. 

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Jacobs è legato a filo doppio con la nostra provincia: a Novi Ligure, infatti, vivono i genitori della compagna Nicole mentre il suo allenatore è il tortonese Paolo Camossi. Molto vicino a Jacobs anche il tecnico alessandrino Antonio De Sanctis.

“Una notte magica” ha detto Jacobs “sono venuto qui nelle migliori condizioni, bisogna sempre dimostrare di essere i più forti quando conta e sono orgoglioso di aver conquistato anche questo titolo. Ringrazio tutti gli italiani per il supporto, era veramente importante confermarsi e far capire che Tokyo non è stata un caso, ma il frutto dell’impegno di tanti anni e della dedizione. Ho fatto un gran lavoro anche a livello mentale per riuscire a concentrarmi soltanto su me stesso. Oggi mi sono buttato sul traguardo come non mai. E pensare che i 60 metri non sono nemmeno la mia prova preferita: li ho fatti per migliorare la prima parte di gara, pensando ai 100 metri dell’estate. Sono contentissimo, devo ringraziare tutto il team che mi supporta. Oggi è la festa del papà e come potevo festeggiarla meglio? Faccio gli auguri a tutti i papà d’Italia e del mondo, e un augurio speciale al papà di Paolo Camossi che in questi giorni ha avuto qualche problema di salute. Prima della gara ho desiderato tanto questa medaglia d’oro, parlandone con la mia mental coach ci siamo detti che quest’anno si può arrivare a vincere qualsiasi cosa esista in atletica. È un oro indoor come quello che aveva conquistato Paolo nel 2001 nel triplo: per me è più di un allenatore, abbiamo passato momenti non facili, soprattutto quando facevo ancora salto in lungo, ma anche nei primi anni dello sprint. Prendevamo batoste a destra e sinistra. Ora, insieme, siamo campioni del mondo”.

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Foto Colombo/Fidal