Designati i vincitori della 46a edizione del Premio Acqui Storia
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Sono ancora una volta grandi nomi, e grandi ‘penne’, i vincitori della nuova edizione del Premio Acqui Storia. Nato per onorare il ricordo della Divisione Acqui e i caduti dell’eccidio consumato dai tedeschi a Cefalonia tra il 15 e il 24 settembre del 1943, il Premio, negli anni, si è posizionato di diritto tra i più prestigiosi riconoscimenti letterari del panorama culturale italiano e internazionale. Un prestigio confermato dal numero di volumi in concorso anche per questa 46a edizione, in totale 178. Un duro lavoro, quindi, selezionare i vincitori delle tre sezioni del Premio. La sfida per il miglior testo storico-scientifico si è infatti conclusa con un ex aequo tra Maurizio Serra con il volume “Malaparte. Vite e leggendee Ottavio Bariè con “Dalla guerra fredda alla grande crisi. Il nuovo mondo della relazioni internazionali”. Giuseppe Marcenaro, penna della Repubblica, della Stampa e del Foglio, ha invece primeggiato nella sezione storico-divulgativa con il volume “Una sconosciuta moralità. Quando Verlaine sparò a Rimbaud”. Ad aggiudicarsi il premio per la sezione dedicata al romanzo storico è stato invece Dario Fertilio, firma del Corriere della Sera, con “L’ultima notte dei fratelli Cervi. Un giallo nel triangolo della morte”.

Anche quest’anno la giuria del Premio Acqui Storia ha poi individuato i “Testimoni del Tempo”, personalità che attraverso le loro opere e la loro arte hanno contribuito ad illustrare in modo significativo gli avvenimenti della storia e della società contemporanea. Il riconoscimento, quest’anno, è stato assegnato al regista Pupi Avati, allo scrittore monferrino Giampaolo Pansa, al direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano e all’autore e regista teatrale Pier Francesco Pingitore.

Immancabile, poi, il premio “La Storia in Tv”, istituto nel 2003 per sancire il ruolo della comunicazione televisiva e giornalistica nella crescita culturale della società del terzo millennio. Il riconoscimento, quest’anno, è stato attribuito alla serie “Gli anni spezzati. Il Giudice”, fiction del regista e sceneggiatore Graziano Diana, dedicata al rapimento del giudice Mario Sossi e parte di una trilogia che comprende anche un episodio dedicato all’omicidio del Commissario Calabresi e uno sulla “marcia dei quarantamila” del 1981 a Torino.

Il Premio speciale “Alla Carriera”, con la medaglia Presidenziale assegnata dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, è stato infine conferito a Franco Cardini, insigne cattedratico universitario e “intellettuale disorganico” che non si è mai sottratto al dibattito su temi di attualità, spesso spinosi e controversi.

I vincitori della 46° edizione del Premio Acqui Storia, annunciati mercoledì dal Responsabile esecutivo del Premio, Carlo Sburlati, e da Pier Angelo Taverna, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, ancora una volta partner fondamentale dell’iniziativa, si ritroveranno tutti il prossimo 19 ottobre al Teatro Ariston di Acqui Terme per la consueta cerimonia di premiazione. Nella città termale, ha spiegato Carlo Sburlati, arriverà anche Roberto Giacobbo. L’ideatore e conduttore del programma Voyager – ai confini della conoscenza, ritirerà infatti il Premio che gli era stato conferito nel 2011. Per ricordare poi in maniera solenne il 70° anniversario del sacrificio della Divisione Acqui, ospite d’eccezione della cerimonia di premiazione sarà il sig. Giovanni Grassi, reduce di Cefalonia, accompagnato dal vice sindaco di Argostoli, capitale dell’Isola, dal 1989 gemellata con la città termale. A presentare la serata al Teatro Ariston ci saranno due volti noti del piccolo schermo, il conduttore de “La vita in diretta” Franco Di Mare e l’inviata di “Uno Mattina” Antonia Varini