MEDE – “Con questi uomini non bisogna esser corrive, e non è sempre ben fatto far loro conoscere che si amano tanto”

L’incapacità di esprimere e comunicare, l’ansia di sembrare sono la forza portante de “Gli innamorati “di Goldoni, presentato sabato 7 marzo, al Teatro Besostri di Mede, dal Teatro Bresci, una giovane compagnia diretta dal regista Giorgio Sangati.

La storia ruota intorno alla stolta gelosia di Eugenia (Anna Tringali) , appartenente ad una nobile famiglia squattrinata,  innamorata di Fulgenzio (Giacomo Rossetto), a lei devoto, ma irascibile e impetuoso. Su questo asse si dipanano incomprensioni, notizie riferite e promesse di matrimonio.

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La scelta registica è essenziale: una stanza suggerita dalla base delle tre pareti e quattro sedie. La povertà fintamente pretenziosa dello zio di Eugenia e di Flamminia (Anna De Franceschi) è ilarmente tangibile nell’asportazione di pezzi del già minimo arredamento da parte del servo Succianespole ( un divertente Marco Zoppello, che interpreta anche il servitore di Fulgenzio) e tutta la vicenda ruota su dialoghi che passano repentinamente dallo sfacciato romanticismo alla miope permalosità.

L’ apparire orgogliosi e non mostrare debolezze è una grande pecca dell’animo umano, fonte di dissidi ed infelicità. Gli innamorati di Goldoni sono forti e deboli, stolti e ostinati come in ogni epoca e il contesto in cui si muovono è quello dell’ostentazione di ciò che non si è, sia in campo sentimentale che sociale. Così lo Zio Fabrizio (Renzo Pagliaroto) sogna una carrozza (per lui raggiungibile con il matrimonio di Eugenia con un ricco conte,  Davide Dolores), dopo aver dissipato in una collezione artistica di falsi, che solo lui non sa valutare, patrimonio di famiglia e doti delle nipoti, e così gli innamorati fanno e dicono esattamente il contrario di ciò che il sentimento detterebbe loro.

E’ un mondo antico e moderno riprodotto in un ambiente privo di caratterizzazioni storiche , dove gli abiti sono senza tempo e rivelano, più che una moda, dei caratteri.

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Molto brava Anna Trincali, una Eugenia cocciuta e passionale, fredda nell’ira e tagliente nel tono. Bella la contrapposizione con Anna De Franceschi, il cui personaggio di Flamminia apre la commedia con un balletto romanticamente svenevole sulle note di  “Tous les garcons et les filles”, rivelando un’ingenuità e una vena di romanticismo infantile (sottolineati da un abito vezzoso tinta geranio)  legati ad un pur innato buon senso. Il personaggio della cognata di Fulgenzio, della quale Eugenia è gelosissima, è interpretato en travesti  e il suo tono suadente ben si aggrada con l’ira dell’innamorata furiosa. Ottima la scena del contrasto puramente gestuale delle due, illuminate da luci stroboscopiche al ritmo di “Volevo un gatto nero” in versione metallica, un cambio di ritmo che dà il senso della bellicosità.

Tous le memes “ di Stromae chiude la pièce: debolezze , errori e difetti si ripetono e  sono sempre gli stessi.

Bella versione di un classico giocato tutto sulla bravura degli interpreti e sul significato simbolico di pochi, lineari oggetti e abiti legati alla personalità dei protagonisti. 

La stagione al Teatro Besostri di Mede continua sabato 21 marzo con “Forbici e Follia” di Bruce Jordan e Marilyn Abrams per la regia di Marco Rampoldi.  Il cast è composto di attori molto noti: Michela Andreozzi, Roberto Ciufoli, Max Pisu, Barbara Terrinoni, Nino Formicola, Nini Salerno.

Nicoletta Cavanna