Massimo Zamboni in concerto al Teatro San Francesco di Alessandria
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ALESSANDRIA – La stagione dei concerti organizzata dalla Compagnia Teatrale Stregatti al Teatro San Francesco (Via San Francesco d’Assisi 15) si apre con un’anteprima nazionale, la “data zero” del nuovo tour di Massimo Zamboni, sabato 29 gennaio (inizio ore 21.00) per la presentazione del suo nuovo disco “La mia Patria attuale“, in uscita il 21 gennaio in diverse versioni (digitale, CD box e vinile). Con lui sul palco ci saranno Cristiano Roversi, Gigi Cavalli Cocchi, Erik Montanari, Simone Beneventi, Simone Filippi. Biglietti 20 euro intero, 15 under 18 ridotto. Info e prenotazioni 3314019616- 3393584518

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Prodotto da Alessandro “Asso” Stefana, storico chitarrista di Vinicio Capossela e qui in veste anche di polistrumentista (chitarre, bouzouki, pianoforte, mellotron, organo…), La mia Patria attuale arriva a più di dieci anni di distanza dall’ultimo progetto solista di Zamboni. Per l’occasione, il musicista e scrittore emiliano ha chiamato a raccolta alcune vecchie conoscenze come Gigi Cavalli Cocchi, Simone Beneventi, Cristiano Roversi e Erik Montanari, già al suo fianco in alcuni dei progetti musicali speciali di questi ultimi anni.

Anche se, in alcuni brani, riaffiorano echi di quelle band che con il nome di CCCP e CSI hanno segnato la storia del punk e del rock nel nostro Paese, con La mia Patria attuale Zamboni inaugura un nuovo percorso della propria carriera artistica, focalizzandosi su una dimensione più cantautorale, con testi di natura più letteraria e la voce come principale mezzo di espressione, avendo affidato le chitarre nelle sicure mani di Asso e di Montanari. Predilezione della forma canzone, ridimensionamento delle chitarre, prevalenza di sonorità acustiche, percussioni vive al posto di ritmi elettronici e un necessario lessico di stretta inattualità. Perché La mia Patria attuale è una fotografia in tempo presente di un Paese incapace di distinguere la propria Storia dall’oblio e che ha lasciato la parola “Patria” alle narrazioni intossicate e incattivite della propaganda

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A proposito della parola”Patria”, Zamboni ha dichiarato: “Patria non è parola leggera. Contiene in sé anche il mascheramento delle diseguaglianze, l’esercizio della violenza in difesa di interessi personali o di casta. Ma Patria è ciò che abbiamo, che siamo, presenza immateriale che giustifica l’essenza profonda dei popoli. Perché allora è così difficile pronunciare questa parola per la lingua italiana? A questa domanda sono dedicate le dieci canzoni dell’album.