ALESSANDRIA – Oltre 200 persone hanno assistito ieri al Teatro Ambra alla presentazione del libro “Complici e colpevoli”, scritto dal Procuratore della Repubblica a Catanzaro Nicola Gratteri, insieme allo storico Antonio Nicaso. La serata è stata organizzata dall’associazione Riprenditi Alessandria. “Si parla sempre meno di mafia, a livello politico non ricordo un ministro dell’attuale Governo che abbia pronunciato la parola mafia” ha detto Gratteri “oggi si parla di un problema solo quando c’è una emergenza e le mafie sono più forti e intelligenti: non sparano più, non bruciano le serrande. Sono molto più ricche: il loro obiettivo è giustificare le loro ricchezze. La ‘Ndrangheta, in particolare, si arricchisce con la vendita della cocaina e poi acquista latifondi, alberghi e locali come ristoranti o pizzerie. Al Nord è presente dagli anni ’60, in Val d’Aosta, Piemonte e Lombardia, ad esempio. Hanno capito che qui è più facile mimetizzare le loro ricchezze e riciclare denaro. Le mafie interagiscono con gli imprenditori, ad esempio fornendo loro operai in nero e sottopagati o facendo smaltire rifiuti a prezzi stracciati. Alcuni imprenditori hanno abbracciato le mafie, sempre pronte a loro volta a interessarsi al potere e alla politica”.

“D’altra parte nella nostra società” ha continuato il Procuratore di Catanzaro “non ci si scandalizza più, stiamo assistendo a un forte abbassamento della morale e dell’etica. Per questo è più facile per le mafie interagire con pezzi di società. Ce la faremo a sconfiggerle? Sconfiggere è una parola grossa, con questo Parlamento e questo Governo…” ha concluso Gratteri, molto critico con l’ultimo esecutivo “servirebbe evitare di far diventare conveniente delinquere. Mi auguro che il prossimo Governo modifichi questa follia della Riforma Cartabia, quello che si sta facendo ora non serve. Speriamo che passi la notte, noi comunque abbiamo spalle larghe e nervi d’acciaio, daremo fondo alle nostre energie e andremo avanti. Nel mio distretto, in particolare, stiamo dando una speranza alla gente che ci considera l’ultima spiaggia”.

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