Petali Irlandesi in Val Trebbia: da Bobbio ai meandri di Brugnello

VAL TREBBIA (PC) – Iniziamo questa rubrica con un primo sentiero tratto dalla guida Shamrock: Petali irlandesi in Val Trebbia, con uno dei più suggestivi itinerari, che da Bobbio si snoda lungo la valle per arrivare a Brugnello: “La finestra sui meandri del Trebbia“.

(Due Minuti con Riccardo Mozzi)

Si tratta di un percorso in cui si mescolano insieme la natura storica e geologica della zona. Da Bobbio si percorre, inizialmente, la via che già all’epoca dei romani era il percorso che risaliva la Val Trebbia, lungo i paesi di Carana, Pietranera e Rossarola, sino a Pieve di Montarsolo. Da qui il tratto si inoltrava, in origine, lungo la Val D’Aveto, passando per Salsominore, località ove erano presenti alcune saline. Da lì, tutta a dritta, fino al mare.

Petali irlandesi in Val Trebbia, da Bobbio a Brugnello

La parte iniziale scorre sul tracciato dell’antico Caminus Genuae, la Via di Genova della Val Trebbia, strada romana che univa la Pianura Padana con la Liguria. Un percorso che nel Medioevo veniva utilizzato anche come via verso la vetta e il Santuario del Monte Penice.

Da Bobbio percorriamo il sentiero che ci porta alla Moglia, della durata di 45 minuti. Da qui, si può scegliere di proseguire, con una piccola deviazione, sul vecchio percorso medioevale per il Monte Penice, verso San Cristoforo, passando per le cascate del Carlone. Ma questa deviazione, decisamente interessante, sarà per la prossima avventura…

Dopo la sosta manteniamo la Via di Genova e proseguiamo, seguendo i segnavia CAI, con il sentiero nel
bosco; si raggiunge il Bric di Carana (anche qui, un tratto della durata di circa 45 minuti). Ci troviamo su crinale con la Val Trebbia, in corrispondenza di un lembo ofiolitico strappato all’antico Mar Ligure. Questa antica rocca appartenne al monastero di San Colombano e segnalata in un diploma di Papa Innocenzo, che nel 1142 conferiva all’abate Oglerio, il possesso della corte, della chiesa e del castello, confermati poi anche da Federico Barbarossa. Dai documenti storici risulta che il castello nel 1796, del quale rimangono solo poche tracce sulla roccia del Bricco di Carana, era già andato quasi distrutto.

Arrivati a Carana, superato il bricco, si raggiunge Pietranera passando per l’Oratorio di Sant’Anna e da qui proseguendo sempre sulla mulattiera a Brugnello, camminando per altri 20 minuti.

Petali irlandesi: Brugnello, finestra sul Trebbia

Brugnello è una vera perla della Val Trebbia. La denominazione primitiva di questa località, Corte Brenadella (poi successivamente Corte Brugnatella) deriverebbe da Breno, nome di un capitano dei Franchi, il quale – dopo essere stato ferito in battaglia – si sarebbe ritirato a Brugnello fondando un castello e una corte.

Qui, oltre allo spettacolo offerto dai meandri in roccia lungo il Fiume Trebbia, si ha la principale evidenza della complessa evoluzione geologica dell’appennino. La lenta erosione prodotta dal Trebbia, ha portato alla formazione della Finestra Tettonica di Bobbio, dove le rocce alla base del fiume sono più giovani, di quelle sovrastanti. Un vero ribaltamento geologico.

La zona dove sorge oggi l’abitato di Brugnello coincide con l’antica superficie sub-pianeggiante corrispondente al letto del Trebbia di circa 200.000 anni fa. Il lento innalzamento pleistocenico della valle, ha permesso la lenta erosione delle rocce sedimentarie da parte del fiume, che hanno dato vita ad uno dei pochi esempi italiani di meandri in roccia, tra San Salvatore di Bobbio e Brugnello, con un quadro paesaggistico unico nel suo genere.

Scarica qui la mappa completa, con i dettagli del percorso.

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