La Basilica di San Michele Maggiore: storia, leggende e racconti

PAVIA –  La Basilica di San Michele Maggiore a Pavia è un monumento antichissimo, simbolo vivo della città e delle sue origini longobarde. Viene citata da Paolo Diacono nei fatti storici riportati tra il VII e l’VIII Secolo d.C. Secondo Diacono, infatti, racconta che qui nel 774  il Re longobardo Desiderio pregò nell’originaria chiesa pavese nell’anno 774, durante l’assedio ad opera dei franchi e del sovrano Carlo Magno. 

La prima chiesa dedicata a San Michele a Pavia era di pertinenza, in origine, del Palazzo Reale, monumento longobardo di cui oggi non vi è più traccia. Fu scelta come sede per incoronare il Re d’Italia, come Berengario I nell’888; oppure Arduino d’Ivrea, nel 1002. La chiesa in cui si svolsero i fatti storici citati andò distrutta da un incendio intorno all’anno Mille; venne riedificata e completata nel 1155, trasformata nell’attuale basilica.

Basilica di San Michele Maggiore, stile e simboli medievali

L’edificio riprende lo stile romanico lombardo del XII secolo ed è orientata ovvero con abside verso oriente, a croce latina. Presenta, inoltre, tre facciate a capanna una principale e due laterali nella facciata principale, un modello molto simile a quella di San Pietro in Ciel d’Oro. 

L’esterno della basilica è stato realizzato in pietra arenaria proveniente dall’Oltrepò Pavese. La pietra conferisce all’edificio il suo caratteristico colore, ma è anche un materiale molto fragile e sensibile alla corrosione degli agenti atmosferici e dell’inquinamento. Per questo motivo le decorazioni appaiono deteriorate e quasi svanite, nonostante il tentativo operato negli anni Sessanta di recupero con l’applicazione di un collante speciale.

Nel 1600, per far posto ad una nuova pavimentazione, si salvò durante le operazioni di restauro solamente la parte sotto la predella, su cui poggiava l’altare. Questo frammento è tornato alla luce quando l’altare venne arretrato: in alto, sono presenti le rappresentazioni dei mesi gregoriani, nonché ciò che resta del labirinto un simbolo medioevale. L’altare trecentesco è costruito in marmo; alle sue spalle vi è una scultura lignea dei primi anni del Seicento. Secondo la tradizione, nella basilica avvenne l’incoronazione di Federico Barbarossa: lo suggeriscono i cinque cerchi di marmo, presenti nel transetto. Inoltre, qui è custodito un magnifico crocifisso in lamina d’argento detto Crocifisso di Teodote, perché fu commissionato dalla badessa del monastero di Santa Maria Teodote nella seconda metà del X secolo

La cripta, infine, è divisa in tre piccole navate e da due file di colonne, i cui capitelli risalgono per la maggior parte al XII secolo. Alcuni provengono probabilmente dalla cripta della chiesa precedente e risalgono quindi al IX secolo. 

L’insieme di figure e simboli presente all’interno della Basilica di San Michele Maggiore a Pavia riporta l’ammiratore nell’atmosfera e nell’immaginario medioevale, permeando questo luogo di un fascino indiscutibile. 

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