La leggenda dell’imperturbabile ruota dei Mori di Pavia

PAVIA – Ruota dei Mori di Pavia. Pavia è da sempre una zona ricca d’acqua, una fonte d’energia fondamentale nel corso del Medioevo e durante il Risorgimento. Esistono ancora alcuni mulini ad acqua lungo i fiumi e i torrenti della provincia, come il Molino Pellegrini e il Mulino di Mora Bassa a Vigevano. Ma una curiosa leggenda sulla città delle Cento Torri riguarda un mulino piuttosto speciale; una misteriosa ruota di pietra, in verità, attribuita ai Mori e posta nel sottosuolo nascosta agli più occhi indiscreti.

La leggenda medievale della ruota dei Mori di Pavia

Si mormora che tale ruota sia nascosta nella zona periferia orientale di Pavia. Qui è rimasta traccia di un edificio di fondazione longobarda, la Chiesa dedicata a Santa Maria alle Cacce. Qui, all’uscita dalla porta orientale dell’antica città, c’erano due monasteri, uno maschile e uno femminile; il sito, che oggi non esiste più, era dedicato a San Martino e collegato ad una chiesa consacrata a Santa Epifanio, uno dei più importanti vescovi di Pavia.

La storia medievale d’Europa ha visto il sorgere a Pavia del Regno Longobardo, durato un paio di secoli; al tempo stesso sorgeva dall’altra parte del Mediterraneo, la potenza degli arabi.  Secoli in cui gli studiosi dei Mori ripresero dall’antichità greca tutta la tradizione dell’alchimia. Si ritiene che a Pavia risiedesse una sede di alchimisti e che in un posto nascosto del sottosuolo, nei sotterranei, ci sia una grande ruota girevole immersa in un liquido verde, fortemente viscoso.

Sulla ruota misteriosa pende una maledizione a questa affibbiata durante i riti pagani legati alla fondazione della capitale medievale. Pavia, infatti, potrà continuare a vivere e prosperare finché questa ruota continuerà a girare, senza mai fermarsi.

L’area di superficie suddetta, interessata dalla leggenda degli alchimisti, è pure indicata palla pianta di Pavia del 1330 disegnata da Opicino De Canistris. Lo storico la menziona in una didascalia particolare, chiamandola “Domus Ingenii Papiensis”, la casa del genio pavese.  Poteva essere forse qui la sede del circolo segreto di alchimisti? Nello stesso luogo attribuito al primo studium della prestigiosa università, fondata nel 1361 dall’imperatore Teodosio I? Il consiglio è di non avventurarsi alla ricerca della ruota dei Mori. E soprattutto, non interromperne il suo corso; ne va del destino della città.

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