Antonio Ligabue, la mostra biografica alla Reggia Reale di Monza

MONZA – Dam un bès”, “dammi un bacio” era la sua frase più usata, il suo urlo disperato, la sua ricerca continua di affetto. Dall’11 febbraio al 1 maggio 2022 all’Orangerie della Reggia Reale di Monza è allestita la mostra “Antonio Ligabue. L’uomo e l’artista”.

Antonio Ligabue alla Reggia Reale di Monza

La pittura di Antonio Ligabue è naif, un misto di memoria e creatività. Violenta e selvaggia, semplice e disperata, nella maggior parte delle opere i soggetti rappresentati sono belve feroci in azione. I dipinti, realizzati tra il 1920 e il 1930, si distinguono per colori spenti e contorni sfumati. I protagonisti delle tele, infatti, sono catturati e impressi durante una scena in movimento, ma appaiono piuttosto statici, spesso immortalati di profilo.

Nella mostra verranno proposti alcuni dei più importanti capolavori dell’artista nato a Zurigo, come “Circo”, “Caccia grossa” e alcuni autoritratti. Circa novanta opere che raccontano passo dopo passo l’arco creativo del famoso pittore e scultore, dagli anni Venti fino al 1962.

Registrato all’anagrafe come Antonio Costa, l’artista decide nel 1942 di modificare il proprio cognome in Ligabue. A vent’anni viene espulso dalla Svizzera e va a vivere a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia, patria del padre adottivo. Si esprime con difficoltà in un misto
di italiano e tedesco, ma possiede un talento naturale per il disegno e si guadagna da vivere come manovale sul Po. Talvolta esegue bozzetti su cartelloni e stampe, per piccole compagnie circensi.

Nel 1927 incontra lo scultore e pittore Renato Marino Mazzacurati che immediatamente intuisce il suo talento e comincia a insegnargli le tecniche della pittura. Istintivo, selvaggio, irrazionale, Antonio Ligabue è capace di trasportare i suoi demoni sulla tela. Le sue opere sono potenti, dall’immediato impatto visivo. Spesso raffigurano animali nell’attimo prima di lanciarsi sulla preda; a volte, invece, sono in lotta tra loro. Altro tema frequente è quello dell’autoritratto, che colpisce per la profondità dello sguardo con cui l’artista rappresenta sé stesso.

Ligabue, pittore e scultore “naif”

Oltre che pittore Antonio Ligabue è stato anche un bravissimo scultore. Particolare il materiale adoperato per le prime sculture, argilla proveniente dal fiume Po; molte sono andate perdute perché l’artista non era solito sottoporle alla cottura. Oggi da molte delle sue opere sono state ottenute fusioni in bronzo per preservarle nel tempo. É il 1961 l’anno del grande successo, con una grande personale alla “Galleria la Barcaccia” di Roma; qui
conquista critici, artisti e giornalisti e diviene noto al pubblico internazionale. L’anno seguente viene colpito da paresi, ma ciò non gli impedirà di dipingere fino alla sua morte avvenuta nel 1965.

La mostra sarà aperta il mercoledì e il giovedì, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 19:00; da venerdì a domenica, dalle 10:00 alle 20:00. Per informazioni e prevendite, il sito web reggiadimonza.it.

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