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Alberto Arbasino, le sue carte trovano casa al Gabinetto Vieusseux di Firenze

FIRENZE – Martedì 27 settembre a Palazzo Corsini Suarez sarà inaugurata la “Sala Arbasino, nella sede dell’Archivio Contemporaneo Bonsanti. Il testamento dello scrittore vogherese Alberto Arbasino venne redatto il 25 marzo 2016. Nelle disposizioni contenute, il Gabinetto Vieusseux ha ricevuto in dono l’archivio  privato dell’autore, la biblioteca e una mirata selezione di arredi e opere d’arte.

“Una scelta che onora l’Istituto fiorentino, e che ha preso delinearsi già alla fine degli anni ’90, quando durante la direzione di Enzo Siciliano vi furono con Arbasino alcune occasioni di incontro particolarmente cordiali – racconta la direttrice del Gabinetto Vieusseux Gloria ManghettiLe sue visite al Vieusseux dovettero fargli apprezzare quanto all’Archivio Contemporaneo ‘Alessandro Bonsanti’ si stava facendo da tempo per la conservazione, la cura e la valorizzazione del Novecento. Tanto è vero che risale a quell’epoca il dono di alcuni appunti che Harold Acton aveva scritto per lui mentre era impegnato nella stesura del celebre pamphlet su Firenze e Venezia intitolato “Due orfanelle”.

Arbasino, la sala e il fondo a Gabinetto Viesseux

Negli incontri che in tempi più recenti hanno accompagnato la sua decisione testamentaria, si capiva quanto quella  scelta configurasse una sorta di congedo dal Novecento letterario. Da un’identità di scrittore di cui in certa misura poteva dirsi l’ultimo rappresentante. Arbasino, fino all’ultimo, si impegnò a utilizzare la macchina da scrivere e mai il computer. “Arbasino – ricorda la Direttrice del Gabinetto Vieusseux, Gloria Manghettiera stato del resto prontamente sensibile alla valorizzazione degli archivi letterari novecenteschi. Già nel 1977 l’appello di Maria Corti aveva colto il suo spirito. Si convinse infatti a donare un significativo nucleo di carte destinate al neonato Fondo Manoscritti dell’Università di Pavia”.

Nel contesto dell’evento sarà infine presentato il Fondo Alberto Arbasino, con i saluti delle autorità e gli interventi di Antonio D’Orrico, Anna Ottani Cavina e Carlo Sisi.

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