Monza: estorsioni e usura, arrestate quattro persone

VIMERCATE (MB) – I militari della compagnia carabinieri di Vimercate hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale, emessa dal Tribunale di Monza su richiesta della locale procura, nei confronti di quattro uomini ritenuti responsabili di estorsione e usura nei confronti di una cittadina italiana. La procura di Monza ha condotto le indagini avviate a marzo scorso.

L’attività investigativa ha consentito di documentare le responsabilità degli indagati in concorso tra loro. Con violenza e costanti minacce, anche a mezzo telefono, si sono fatti consegnare dalla vittima 3.300 euro corrispondenti alla sola quota interessi pari a 300 euro (30% mensile), a fronte di un prestito di euro 1000 ricevuto a maggio 2021. Questo sarebbe stato estinto al solo versamento in un’unica soluzione di euro 1300, di cui 1000 quota capitale e 300 quota interessi.

In particolare per tutti e quattro è stato contestato il reato di estorsione continuata e aggravata in concorso. Le misure riguardano gli arresti domiciliari per un 35enne e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla parte offesa a carico di una coppia di coniugi testimoni delle minacce e incaricati in alcune occasioni di riscuotere le rate. Il 49enne ritenuto a capo dell’organizzazione, invece, risponde anche dei reati di usura aggravata e attualmente si trova in carcere.  Possesso di segni distintivi contraffatti e porto di armi e oggetti atti a offendere, sono gli elementi giustificativi dell’applicazione della misura.

Estorsioni e usura a Monza, arrestate quattro persone

Durante un controllo nelle fasi delle indagini è stato infatti trovato in possesso di una paletta catarifrangente ministero della difesa–carabinieri priva di matricola, una casacca colore azzurro con scritta carabinieri e logo dell’arma, un paio di manette metalliche prive di matricola simili a quelle in uso alle forze di polizia, un porta distintivo in pelle con placca color oro con la scritta associazione nazionale di polizia, un machete della lunghezza di cm 40 ci cui cm 29 di lama, rivenuto nell’abitacolo dell’autovettura. Tutti oggetti il cui non giustificato possesso e porto costituiscono reato.

Terminate le attività di notifica e rilievi, uno degli indagati è stato trasferito in carcere e uno sottoposto agli arresti domiciliari. I coniugi invece  hanno fatto liberamente rientro nella loro abitazione con il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima.

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