20 Gennaio 2026
05:30
Nel 2025 quasi 74 mila interventi per Centrale Operativa 118 di Alessandria
PIEMONTE – Nel 2025 il sistema di emergenza–urgenza 118 del Piemonte ha sfiorato i 500 mila interventi complessivi, confermandosi un pilastro fondamentale della sanità regionale. In questo quadro, la Centrale Operativa di Alessandria si distingue per un dato in controtendenza rispetto al resto del Piemonte: la stabilità – e in parte l’aumento – degli interventi più gravi.
Nel dettaglio, la centrale alessandrina ha gestito nel 2025 73.737 missioni con mezzi di soccorso, in crescita rispetto alle 71.500 del 2023. Di queste, 20.420 sono state effettuate con mezzi di soccorso avanzato e 53.317 con mezzi di base. Per quanto riguarda la gravità degli interventi, i codici rossi sono saliti da 3.789 a 4.314 in tre anni, mentre i codici gialli sono passati da 20.074 a 21.681. Sostanzialmente stabili i codici verdi (46.678 nel 2025) e i bianchi (1.627). Un andamento che evidenzia come, ad Alessandria, il livello di complessità delle missioni non sia diminuito, a differenza di quanto avvenuto in altre aree della regione.
A livello piemontese, nel 2025 le missioni complessive con impiego di mezzi di soccorso sono state 496.168, con 131.332 interventi con mezzi avanzati e 364.836 con mezzi di base. Nel dettaglio dei codici, si contano 23.055 interventi in codice rosso, 134.362 in codice giallo, 323.750 in codice verde e 18.270 in codice bianco. I dati mostrano una sostanziale continuità rispetto agli ultimi anni, con un lieve incremento complessivo di poco superiore al 2%.
Nelle altre centrali operative piemontesi – Cuneo, Novara e Torino – si registra invece una diminuzione dei codici gialli e rossi e un aumento dei codici verdi, segnale di una crescente richiesta di assistenza a bassa criticità che continua però a gravare sul 118. A Cuneo, nel 2025 le missioni con mezzi sono state 67.217, con un calo dei codici rossi (5.380) e un aumento dei verdi (33.402). A Novara gli interventi sono saliti a 96.851, con codici rossi in diminuzione (4.427) e un sensibile incremento dei verdi (63.043). La centrale di Torino, la più grande della regione, ha gestito 258.363 missioni, con una riduzione dei codici rossi e gialli e un aumento dei verdi, arrivati a 180.627.
In sostanza, i dati suggeriscono che è cresciuto il bisogno della popolazione di ricevere assistenza sanitaria non urgente, che tuttavia continua a ricadere sulle chiamate al 118. Tale dinamica ha spinto il servizio di emergenza a svolgere un ruolo più ampio, non limitandosi alla gestione delle urgenze, ma cercando di essere parte integrante del processo di assistenza.
In questo contesto, il 118 ha implementato strategie volte a contenere le richieste incongrue, attraverso un’attività di filtro e l’incremento dei consulti e consigli telefonici, con l’obiettivo di orientare correttamente i cittadini e ridurre gli interventi non strettamente necessari.
“I numeri del 2025 – commenta il direttore generale di Azienda Zero, Adriano Leli – rimarcano la solidità e l’affidabilità del sistema 118 piemontese, frutto di un lavoro di coordinamento regionale che Azienda Zero svolge quotidianamente insieme alle quattro centrali operative. L’aumento delle richieste a bassa criticità rappresenta una sfida organizzativa importante, l’obiettivo resta quello di garantire risposte rapide ed efficaci alle vere emergenze, assicurando al contempo un uso sempre più consapevole e corretto del servizio da parte dei cittadini“. “I dati del 2025 – sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – confermano che il sistema di emergenza–urgenza piemontese rappresenta un vero fiore all’occhiello della nostra Regione, capace di garantire ogni giorno risposte tempestive e di qualità a centinaia di migliaia di cittadini. Dietro questi numeri c’è il lavoro straordinario delle centrali operative, degli operatori sanitari, dei soccorritori e dei volontari, che ringrazio per la professionalità e la dedizione dimostrate. Allo stesso tempo, l’aumento delle richieste a bassa criticità ci richiama alla necessità di rafforzare l’integrazione tra emergenza, territorio e servizi di assistenza primaria. Come Regione continuiamo a investire per rendere il sistema dell’emergenza–urgenza efficiente, sostenibile e sempre più vicino ai reali bisogni della popolazione”.