4 Febbraio 2026
07:09
Barosini sulla sanità: “Ancora situazione a due velocità, chi non ha soldi resta in coda”
ALESSANDRIA – Duro attacco di Azione alla situazione sanitaria. A farlo è Giovanni Barosini, presidente regionale del partito che sottolinea come tutti sperassero “che il nuovo “Decreto Liste d’Attesa” potesse segnare una svolta. Purtroppo, a 18 mesi dal via, la situazione per i cittadini è invece rimasta praticamente la stessa“.
Barosini sostiene che “mancano i motori” e che “per far funzionare una legge servono dei decreti attuativi (le istruzioni pratiche). Ne mancano due fondamentali: quello per assumere nuovo personale (medici e infermieri) e quello per creare un sistema di prenotazione (CUP) unico e moderno. Senza questi, la macchina non parte”. A questo aggiunge la presunta scarsa chiarezza dei dati perché “è nata una Piattaforma Nazionale per monitorare le attese, ma i dati sono difficili da leggere e, purtroppo, incompleti. Non ci dicono cosa succede nel nostro ospedale sotto casa e, spesso, non tengono conto dei ritardi più gravi, quelli che superano i limiti di legge. La sanità “a pagamento” corre veloce: mentre nel pubblico si aspetta, l’attività privata dentro gli ospedali (l’Intramoenia) copre ormai il 30% delle prestazioni. Questo crea una sanità a due velocità: chi ha le risorse economiche accede subito, gli altri restano in coda”.
Il risultato, continua Barosini, è che “nel 2024, quasi 6 milioni di italiani hanno smesso di curarsi. Non perché non ne avessero bisogno, ma perché scoraggiati dalle attese infinite o dall’impossibilità di pagare le visite di tasca propria. Per fare un esempio pratico: oggi, per una visita oculistica non urgente, un cittadino su quattro aspetta fino a 8 mesi. È un tempo enorme, che può cambiare drasticamente l’esito di una diagnosi. Sapere che il problema non è solo “organizzativo” ma legato a scelte (e ritardi) della politica ci permette di chiedere con più forza il diritto a una sanità pubblica, gratuita e di qualità. Sposo in pieno queste puntuali e preoccupanti analisi della prestigiosa Fondazione Gimbe, che da anni lavora affinché ci si avvicini ad una sanità equa, uguale per tutti ed universale”.