Autore Redazione
lunedì
2 Marzo 2026
16:00
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Cronaca - Alessandria

17 agenti al Pronto Soccorso dopo l’incendio in carcere appiccato da un detenuto: l’amarezza dei sindacati

17 agenti al Pronto Soccorso dopo l’incendio in carcere appiccato da un detenuto: l’amarezza dei sindacati

ALESSANDRIA – L’incendio appiccato questo lunedì mattina nella propria cella da un detenuto del carcere Cantiello e Gaeta di Alessandria ha comportato l’intossicazione di diciassette agenti della Polizia Penitenziaria, portati al Pronto Soccorso di Alessandria, oltre all’evacuazione dell’intera sezione. Lo ha sottolineato il segretario regionale del sindacato Uil Fp, Antonio Napoli. 

“Quanto accaduto nell’istituto penitenziario alessandrino” ha rimarcato il sindacalista “è la conferma delle gravi condizioni in cui il personale di polizia penitenziaria è costretto a operare. La grave condizione di sovraffollamento e la carenza organica impongono urgenti interventi legislativi. Al personale coinvolto i migliori auguri per una pronta guarigione”. 

“Ai colleghi che, con professionalità, senso del dovere e straordinario spirito di servizio, sono intervenuti per gestire l’emergenza, va il nostro più sentito e riconoscente sostegno” le parole di Luciano Giglio, segretario interregionale sindacato Uspp “ancora una volta il personale di Polizia Penitenziaria ha dimostrato elevata competenza operativa, prontezza di intervento e profondo attaccamento alle istituzioni, operando in condizioni di grave rischio per garantire la sicurezza dell’istituto e l’incolumità di tutti. L’USPP è e sarà al loro fianco, non solo nell’esprimere vicinanza morale, ma anche nel tutelarne i diritti, la dignità professionale e la salute, affinché episodi di tale gravità non restino privi delle necessarie conseguenze e delle adeguate misure di prevenzione. Per questo chiediamo all’Amministrazione di adottare con urgenza ogni opportuno provvedimento nei confronti del responsabile, già autore di precedenti gravi condotte aggressive, nonché di valutare con la massima attenzione la gravità dell’azione posta in essere, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più drammatiche. In particolare chiediamo misure di sorveglianza particolare nei confronti del detenuto, adeguati e rigorosi provvedimenti disciplinari, la revisione e il rafforzamento delle procedure di sicurezza e dei protocolli di gestione delle emergenze, così da prevenire il ripetersi di analoghi episodi, e l’attivazione di specifiche misure di supporto e assistenza anche psicologico per il personale coinvolto”.

Il sindacato Uspp ha anche sollecitato l’amministrazione penitenziaria “ad adottare provvedimenti strutturali e concreti finalizzati a garantire condizioni di lavoro realmente sicure per la Polizia Penitenziaria, che quotidianamente opera in contesti caratterizzati da elevato rischio, carenze di organico e insufficienza di strumenti e dotazioni adeguate. È indispensabile investire nel potenziamento degli organici, nell’aggiornamento delle dotazioni operative, nella formazione continua e nell’implementazione di protocolli efficaci che consentano al personale di svolgere il proprio servizio in condizioni di maggiore tutela e sicurezza. Ribadiamo la nostra ferma e totale condanna di ogni forma di violenza e di comportamento che metta a rischio la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari, sollecitando l’Amministrazione ad adottare tutte le iniziative necessarie a garantire la tutela del personale. Ai colleghi coinvolti la nostra più profonda, sincera e concreta solidarietà dell’Organizzazione”. 

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