6 Marzo 2026
17:17
Sanità piemontese sotto pressione, Fp Cgil: “Carenza personale ormai insostenibile. Chiediamo risposte immediate”
ALESSANDRIA – “La sanità pubblica piemontese è sempre più sotto pressione e la sua tenuta non può più essere data per scontata“. A lanciare l’allarme è la Fp Cgil Sanità di Alessandria, che denuncia una situazione ormai critica legata alla carenza strutturale di personale in tutto il sistema sanitario regionale.
Secondo il sindacato, l’aumento costante dei bisogni assistenziali non è accompagnato da risorse adeguate e questo sta mettendo in difficoltà numerosi reparti, in particolare quelli di degenza e di emergenza. Medici, infermieri, tecnici sanitari, fisioterapisti e operatori socio-sanitari risultano sempre più insufficienti rispetto alle necessità, con conseguenze dirette sull’organizzazione del lavoro e sulla qualità dell’assistenza.
Fp Cgil Sanità spiega di aver segnalato più volte la situazione all’Azienda Ospedaliero-Universitaria e all’Asl Al senza però ottenere risposte “concrete e risolutive”. La carenza di personale, sottolinea Vincenzo Costantino della Segreteria Fp Cgil Alessandria, sta generando un sovraccarico di lavoro “inaccettabile per il personale in servizio, con ricadute dirette sulla qualità dell’assistenza e sulla sicurezza delle cure”.
La Fp Cgil denuncia il rischio concreto di un progressivo peggioramento degli standard assistenziali, con reparti sempre più in affanno e operatori esposti a stress, burn-out e responsabilità crescenti. “Una situazione che mette a repentaglio la sicurezza dei pazienti e degli stessi lavoratori, non più garantita in condizioni di sotto-organico cronico”. Per il sindacato “non esistono scorciatoie: servono scelte politiche e gestionali immediate e responsabili. È indispensabile un piano straordinario di assunzioni che rafforzi stabilmente gli organici e restituisca dignità al lavoro sanitario. Continuare a tamponare l’emergenza con soluzioni temporanee o facendo leva su qualche incentivo economico e sul sacrificio quotidiano dei lavoratori non è più accettabile“.
“A questo punto, la responsabilità non è solo delle Azienda sanitarie”, puntalizza il sindacato. La Fp Cgil rivolge un appello forte e chiaro alla politica, affinché assuma fino in fondo il proprio ruolo di indirizzo e controllo: “Perché non può restare spettatore di fronte al progressivo indebolimento del servizio sanitario pubblico. Servono risorse adeguate, scelte di programmazione coerenti e un impegno concreto per fermare l’emorragia di personale“.
Tra i nodi ancora aperti ci sono anche le Case e gli Ospedali di Comunità, strutture pensate per rafforzare la sanità territoriale. Il sindacato chiede “quando saranno realmente operative, con quali servizi, orari e soprattutto con quali professionisti”. Il punto centrale resta infatti capire se queste strutture nasceranno grazie a nuove assunzioni pubbliche stabili o se comporteranno semplicemente lo spostamento di personale già insufficiente da un presidio all’altro.
“C’è un’emergenza nell’emergenza”, conclude la Fp Cgil Sanità, chiedendo impegni chiari, tempi certi e risposte immediate. Difendere la sanità pubblica, sottolinea il sindacato, significa investire sul personale, tutelare chi lavora e garantire a tutti i cittadini cure sicure, appropriate e di qualità. Ogni ulteriore ritardo, avverte la sigla sindacale, comporta “una responsabilità politica che non può più essere ignorata”.