12 Marzo 2026
12:51
“Com’eri vestita?”: studenti e Zonta Club Alessandria insieme contro stereotipi e pregiudizi sulla violenza di genere
ALESSANDRIA – Ago e filo per combattere stereotipi e luoghi comuni sulla violenza di genere. È questo il messaggio al centro della collaborazione tra Zonta Club Alessandria e IIS Vinci Nervi Fermi Migliara, presentata questa mattina a Palazzo Ghilini, dove gli studenti del corso Moda dell’istituto scolastico di Alessandria hanno mostrato in anteprima alcuni pannelli e abiti che faranno parte della mostra “Com’eri vestita?”, in programma dal 24 marzo nella sede del Vinci di via Trotti 19.
L’iniziativa si inserisce nel lavoro che Zonta Club Alessandria porta avanti da 26 anni al fianco delle istituzioni per contrastare la violenza di genere, puntando soprattutto sull’educazione e sul coinvolgimento diretto dei giovani. Proprio gli studenti diventano protagonisti di un percorso che mette al centro il tema del consenso, del rispetto e della consapevolezza, strumenti fondamentali per prevenire la violenza.
Durante la conferenza stampa sono stati presentati quattro pannelli con relativi abiti che raccontano alcune delle storie presenti nella mostra. L’installazione, ideata da Amnesty International e Libere Sinergie, nasce per smontare uno dei più diffusi pregiudizi sulla violenza sessuale: l’idea che l’abbigliamento della vittima possa in qualche modo giustificare l’aggressione.
La mostra è il risultato di un lavoro svolto dagli studenti del corso Moda, che hanno partecipato attivamente alla realizzazione di alcuni capi esposti. Tra questi, un vestito blu estivo che racconta la storia di una ragazza aggredita dopo una serata trascorsa con una persona conosciuta da poco; un abito da sposa, simbolo del dramma dei matrimoni precoci e forzati, che ogni anno coinvolgono circa 12 milioni di bambine nel mondo; e un vestito a fiori azzurri che richiama la vicenda di una quindicenne violentata da un amico di famiglia.
Gli studenti hanno inoltre predisposto 17 pannelli che raccontano storie di violenza sessuale, evidenziando come nella maggior parte dei casi l’aggressore non sia uno sconosciuto: un parente, un amico, qualcuno di cui ci si fidava. Una delle testimonianze raccontate riguarda una bambina che indossava una gonna scozzese e un maglione rosso con bottoni a forma di cuore quando subì l’abuso da parte di uno zio. La domanda che le venne rivolta – “Com’eri vestita?” – diventa così il simbolo di una cultura che spesso tende a colpevolizzare chi subisce la violenza.
Ad aprire l’incontro è stato il presidente della Provincia Luigi Benzi, che ha sottolineato come iniziative di questo tipo rappresentino un esempio concreto di educazione alla cultura del rispetto. Secondo Benzi, percorsi come questo aiutano gli studenti a sviluppare una coscienza critica, a conoscere strumenti come la Convenzione di Istanbul e a diventare cittadini attivi in un processo di giustizia sociale.
La presidente di Zonta Club Alessandria, Nadia Biancato, ha ricordato la lunga collaborazione con l’istituto scolastico e il valore del progetto di counseling “IO POSSO”, attivo nelle scuole da tre anni. Il percorso è rivolto in particolare ai ragazzi più fragili e punta a rafforzare l’autostima, sviluppare empatia e prevenire comportamenti che possono sfociare in violenza, come l’uso scorretto del linguaggio o le dinamiche di prevaricazione. L’obiettivo è lavorare sulle radici culturali del problema, aiutando i giovani a comprendere che un “no” è sempre un “no” e che il rispetto reciproco è alla base di ogni relazione.
Alla conferenza è intervenuta anche Carlotta Sartorio, vicepresidente dell’associazione me.dea – Centro antiviolenza, che ha sottolineato come la mostra metta in luce una realtà spesso ignorata: nella maggior parte dei casi l’aggressore non è uno sconosciuto, ma una persona vicina alla vittima. Un messaggio forte che contribuisce a smantellare i luoghi comuni che ancora oggi spingono molte donne a sentirsi giudicate o colpevolizzate.
La vicepreside del Vinci Nervi Fermi Migliara, Elena Porcelli, docente di laboratorio moda, ha spiegato che dopo una lezione introduttiva sui temi della violenza e degli abusi, gli alunni delle classi seconda, terza, quarta e quinta hanno confezionato tre abiti della mostra e realizzato anche tre abiti-scultura, interpretazioni artistiche che esprimono il loro rifiuto della violenza. Un dettaglio arancione su ogni abito rappresenta simbolicamente la speranza e la possibilità di uscire dalla violenza.
Anche il dirigente scolastico Filippo Pelizza e la vice preside Marica Barrera hanno sottolineato l’importanza della collaborazione con Zonta Club Alessandria e del progetto “IO POSSO”, che considera un percorso di crescita emotiva per gli studenti, capace di arricchire la formazione scolastica attraverso relazioni, esperienze e confronto con esperti esterni.
La mostra “Com’eri vestita?” prende origine da una ricerca delle studiose Jen Brockman e Mary A. Wyandt-Hiebert negli Stati Uniti ed è stata adattata al contesto italiano dall’associazione Libere Sinergie. Dal 2024, grazie alla collaborazione con Amnesty International Piemonte – gruppo 238 Torino, Zonta Club Alessandria ha portato l’esposizione in diversi comuni della provincia.
Il nuovo allestimento presentato a Palazzo Ghilini sarà ora disponibile per un’esposizione itinerante: dal 24 al 31 marzo al Vinci di Alessandria, dall’1 al 3 aprile a San Salvatore Monferrato nella Sala Polifunzionale di piazza Caduti e, dopo Pasqua, per tutto il mese di aprile in diverse scuole di Casale Monferrato, prima di essere ospitato in un altro spazio pubblico. Un percorso che vuole parlare soprattutto ai giovani, con un messaggio chiaro: la violenza non si giustifica mai e la responsabilità non è mai della vittima. Anche attraverso un vestito, una storia e il lavoro creativo degli studenti, la mostra invita a riflettere su un principio fondamentale: il rispetto è la base di ogni relazione e di una società più giusta.