22 Marzo 2026
05:14
Referendum sulla Giustizia: urne aperte domenica e lunedì. Come si vota
ITALIA – Questa domenica 22 marzo e lunedì 23 marzo si vota per il referendum confermativo sulla Giustizia. I seggi saranno aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Per votare, l’elettore deve andare nel proprio seggio elettorale, indicato sulla tessera elettorale. Una volta arrivato, deve consegnare ai componenti del seggio la tessera elettorale e un documento di identità valido. Dopo il riconoscimento, riceverà la scheda (vedi fac-simile in basso) su cui esprimere il voto. Sulla scheda basta tracciare un segno su “Sì” oppure su “No”, in base alla propria scelta. La scheda del referendum è di colore verde.
Chi ha smarrito la tessera elettorale, chi l’ha deteriorata o chi ha già esaurito gli spazi disponibili può chiedere il duplicato o il rinnovo all’ufficio elettorale del Comune di residenza. Per questo referendum non è previsto quorum: il risultato sarà valido a prescindere dal numero dei votanti, perché si tratta di un referendum confermativo su una legge costituzionale.
QUALI SONO I DOCUMENTI DI IDENTITA’ VALIDI
I documenti di identità da presentare al momento del voto sono quelli ricompresi in una delle tre seguenti categorie:
- carta d’identità o altro documento d’identificazione munito di fotografia, rilasciato da una pubblica amministrazione;
- tessera di riconoscimento rilasciata dall’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia, purché munita di fotografia e convalidata da un Comando militare;
- tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale, purché munita di fotografia.
In mancanza di un documento di identificazione idoneo, l’elettore può essere riconosciuto anche con le seguenti modalità:
- da uno dei membri del seggio che conosce personalmente l’elettore e ne attesta l’identità;
- da un altro elettore del comune, noto al seggio e provvisto di documento di riconoscimento;
- dalla ricevuta della richiesta di rilascio della Carta d’Identità Elettronica, in quanto munita della fotografia del titolare e dei relativi dati anagrafici.
SE UN ELETTORE VOTA MA SI ACCORGE DI AVER SBAGLIATO
Secondo la più recente giurisprudenza, l’elettore che si rende conto di aver sbagliato nel votare può chiedere al presidente del seggio di sostituire la scheda stessa, potendo esprimere nuovamente il proprio voto. A tal fine, il presidente gli consegnerà una nuova scheda, inserendo quella sostituita tra le schede deteriorate.