Autore Redazione
lunedì
23 Marzo 2026
18:24
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Politica - Alessandria

Referendum Giustizia: i commenti politici sulla vittoria del No

Referendum Giustizia: i commenti politici sulla vittoria del No

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Tanti politici del territorio hanno commentato la netta vittoria del No al referendum sulla giustizia.

Federico Fornaro (Onorevole del Partito Democratico): “La maggioranza degli italiani hanno detto con chiarezza che la Costituzione non si cambia a colpi di maggioranza senza accettare il confronto parlamentare con le opposizioni e non si può mettere in discussione il principio fondante dell’indipendenza della magistratura e della separazione dei poteri. È stata sconfitta l’arroganza  della destra e ha vinto la Costituzione e la difesa dello spirito dell’articolo 138. Hanno vinto i tanti giovani che oggi con più forza ci chiedono di attuare la Costituzione per un paese migliore e più accogliente per le giovani generazioni”.

Enzo Amich (Onorevole di Fratelli d’Italia): “Desidero, innanzitutto, esprimere un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile questo esercizio di democrazia: presidenti e scrutatori di seggio, funzionari degli uffici elettorali, forze dell’ordine e rappresentanti di lista, il cui impegno ha garantito regolarità e trasparenza. Un ringraziamento particolare va ai molti attivisti e simpatizzanti di Fratelli d’Italia e di Gioventù Nazionale, insieme al Comitato Sì Riforma, per l’impegno e la dedizione dimostrati nel corso della campagna. Il voto degli italiani merita rispetto pieno. Come ha ricordato il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni «la sovranità appartiene al popolo e gli italiani si sono espressi con chiarezza». Prendiamo atto dell’esito con senso istituzionale e senza ambiguità. Resta il rammarico per un’occasione che ritenevamo utile per modernizzare il Paese, ma non viene meno l’impegno assunto con gli elettori. Continueremo a lavorare con serietà e determinazione, nel rispetto delle decisioni democratiche, per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini”.

Federico Chiodi (sindaco di Tortona): “Dispiace che questa opportunità epocale per migliorare il sistema giudiziario italiano non abbia superato, a livello nazionale, la prova del voto ma non si può non essere contenti dell’affluenza che testimonia lo stato di salute della nostra democrazia. Il dato del sì a Tortona, tra i migliori assoluti fra i centri zona della provincia, dimostra che, nonostante una intensa e capillare campagna elettorale da ambo le parti, le forze politiche del Centro Destra impegnate a sostenere le ragioni del sì, hanno veicolato i punti di forza della riforma in maniera efficace e possono contare su un vantaggio solido con oltre dodici punti percentuali di differenza, numeri che ci permettono di proseguire serenamente nella nostra azione di governo della città”.

Rita Rossa (capogruppo Pd Alessandria): “Ha vinto la Democrazia, ha vinto il diritto-dovere del voto, ha vinto la Costituzione! Li abbiamo arginati, abbiamo fermato la Meloni e le sue menzogne! Gli italiani e le italiane non si fanno prendere in giro”. 

Movimento 5 Stelle Piemonte:I dati parlano chiaro: quando è il momento di fare la propria parte, gli italiani rispondono in massa. I cittadini, chiamati alle urne, non si sono fatti prendere in giro da una Destra che su questo referendum ha condotto una campagna elettorale di violenta e sguaiata propaganda contro i giudici, palesando la sua volontà di indebolire la magistratura, calpestarne le prerogative e rafforzare il peso dell’esecutivo nei confronti degli altri poteri dello Stato. Adesso la Destra lo negherà con ogni mezzo, ma questo è anche un voto di bocciatura dell’operato del Governo e di Giorgia Meloni, che nelle ultime settimane ha scelto di personalizzare il referendum. A prescindere dal risultato, inoltre, è bene evidenziare lo straordinario dato dell’affluenza, che si è rivelata molto alta. Questi numeri sono bellissimi e confermano il buon lavoro fatto durante la campagna elettorale da chi si è opposto alla Destra. Come Movimento 5 Stelle, da oggi, lavoreremo con ancora maggiore tenacia per costruire un’alternativa vera, forte e credibile al Governo Meloni. Ci teniamo a ringraziare tutti i rappresentanti di lista (compresi i tanti fuorisede che hanno votato in Piemonte), i gruppi territoriali e i nostri iscritti per la grande mobilitazione che ha contribuito a questo importante risultato”.

Federazione provinciale Sinistra Italiana: “Uno scarto netto, quasi 10 punti. Un’affluenza record che sfiora il 60%. Tra le elettrici e gli elettori under 25, l’80% ha votato no. Un segnale politico chiarissimo. Domani sarà il tempo delle analisi e dei tecnicismi. Oggi è il tempo di dire una cosa sola: le italiane e gli italiani hanno rispedito al mittente l’ennesimo tentativo del governo Meloni di comprimere spazi democratici e diritti, nel solco dei decreti sicurezza e della deriva autoritaria. È un NO politico, sociale, popolare. Lo abbiamo visto anche nei piccoli centri come il nostro: qualcosa è cambiato. Assemblee piene, nuove energie, decine di persone che si sono attivate, che hanno fatto campagna, che hanno rimesso al centro partecipazione e conflitto. A tutte e tutti loro va il nostro grazie, uno per uno. L’alternativa è già qui. E ha iniziato a muoversi”. 

Alberto Deambrogio, segretario regionale di Rifondazione Comunista: “La vittoria del NO è un risultato determinante per battere l’ipotesi del governo, un progetto che ci avrebbe spinto rapidamente verso il modello statunitense, dove l’autonomia della magistratura è talmente compressa da non poter sanzionare nemmeno le nefandezze del Presidente. Abbiamo sventato il rischio di una giustizia asservita al potere politico. A fare la differenza è stata la consapevole presenza alle urne di migliaia di persone che, in questi mesi, hanno animato le piazze autunnali contro la guerra, contro il genocidio palestinese e contro le politiche antisociali del governo Meloni. Questa mobilitazione dal basso è stata l’argine necessario per difendere la Costituzione. Tuttavia, per Rifondazione Comunista, il voto non è un punto di arrivo, ma un nuovo inizio: «Questa disponibilità al conflitto e alla partecipazione ha ora bisogno di tradursi in risultati che incidano sulla dimensione sociale quotidiana. I problemi della vita di tutti i giorni sono oggi ingigantiti da un’economia di guerra che, dall’Iran all’Ucraina, viene pagata quasi esclusivamente dalle classi popolari. Occorre lavorare da subito per dare una risposta chiara sul terreno dello stop alla guerra, dei diritti sociali del salario, della salute, in continuità con il protagonismo sociale decisivo per salvaguardare la Carta fondamentale, costruendo uno sbocco politico credibile che trasformi questa resistenza democratica e sociale in un’alternativa di società reale”. 

Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale — think tank di Futuro Nazionale con Vannacci:Chi sta raccontando la vittoria del NO (se confermata) come un successo politico sta mentendo sapendo di mentire. Quello a cui stiamo assistendo è molto più grave: è il crollo verticale della credibilità dello Stato. Gli italiani non hanno votato contro una riforma. Hanno votato contro un sistema che non riconoscono più come proprio. Quando su un tema decisivo come la giustizia — architrave dello Stato — non si riesce a costruire consenso, significa che il problema non è la riforma. È chi la propone. Questa è la verità che nessuno ha il coraggio di dire: la classe politica italiana non è più percepita come legittimata a mettere mano ai gangli fondamentali dello Stato. L’alta affluenza non è un segnale di salute democratica. È un segnale di tensione. È un voto di sfiducia attiva. Il messaggio uscito dalle urne è brutale: non ci fidiamo di voi. Non ci fidiamo delle vostre riforme. Non ci fidiamo delle vostre narrazioni. Il punto è questo: senza una visione organica dello Stato, ogni riforma è destinata a essere percepita come parziale, sospetta, strumentale. E infatti oggi accade esattamente questo: la riforma viene bocciata non necessariamente perché sbagliata, ma perché non è inserita in un disegno complessivo credibile. E infatti il risultato è paradossale solo in apparenza: vince il NO, ma solo per respingere – senza una visione alternativa. Non governa nessuno. Perde il governo, ma non vince l’opposizione. Perde l’intero sistema. Questo referendum segna uno spartiacque: da oggi è evidente che senza una rifondazione culturale e politica dello Stato, ogni tentativo di riforma è destinato a schiantarsi contro il muro della sfiducia. È esattamente su questo terreno che il Centro Studi Rinascimento Nazionale sta lavorando: non su singole riforme, ma sulla ricostruzione di una visione organica dello Stato, di una classe dirigente e di un’idea di Nazione. Perché il punto non è cambiare le regole. Il punto è tornare a essere credibili nel proporle”. 

Laboratorio Synthesis:Siamo felici di celebrare l’importante vittoria del NO al Referendum. Ringraziamo tutte le elettrici e tutti gli elettori che hanno fatto la scelta giusta, quella di difesa della Costituzione. Grazie davvero”. 

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