Autore Redazione
martedì
7 Aprile 2026
06:11
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Cronaca - Eventi - Incontri - Novi Ligure

Sabato 11 aprile a Libarna inizia Libarna al tempo degli Dei

Sabato 11 aprile a Libarna inizia Libarna al tempo degli Dei

LIBARNA – Prenderà il via sabato 11 aprile con una passeggiata archeologica la nuova stagione di Libarna “al tempo degli Dei”, con visite guidate a tema, spettacoli di teatro e danza, concerti di musica. In questi anni Libarna ha saputo dare vita ad una propria comunità, costruendo un rapporto speciale con il suo territorio e con chi lo vive e frequenta, che sceglie l’antica città romana come luogo d’elezione dove tornare.

L’appuntamento di sabato 11 proporrà “Le forme dell’acqua nell’antica città romana di Libarna” con inizio alle 15 della passeggiata archeologica con Valentina Barberis (archeologa, Direttrice Area archeologica di Libarna), Paolo De Vingo (docente di Archeologia cristiana e medievale Università di Torino), Cristina Porro e Melania Cazzulo (archeologhe, Associazione Libarna Arteventi) e con il personale della Direzione regionale Musei nazionali Piemonte (MiC) in servizio nell’Area archeologica. Alle 17 si terrà la Visita dell’Area museale (Palazzo Municipale di Serravalle Scrivia) a cura dell’Associazione Libarna.

Valentina Barberis, archeologa e Direttrice di Libarna, con Paolo De Vingo, docente di Archeologia cristiana e medievale dell’Università di Torino, accompagneranno i visitatori in questo percorso di approfondimento. L’acqua, allora come oggi, è l’elemento che ha sempre rappresentato un bene prezioso e sorgente di vita per tutte le popolazioni.

Nel mondo romano l’acqua non era solo una risorsa gestita in termini ingegneristici, ma ha sempre rappresentato elemento e spazio sacro, infatti si credeva che le fonti fossero abitate da divinità minori, ninfe e altre divinità acquatiche, molto presenti nella vita quotidiana di agricoltori, pastori e viandanti, risorsa indispensabile per tutti i fabbisogni della popolazione.

Le fontane rappresentavano il punto di incontro tra la straordinaria ingegneria idraulica degli acquedotti e la profonda venerazione religiosa per le sorgenti.

Nel mondo romano gli acquedotti non servivano solo per soddisfare il fabbisogno d’acqua da bere, ma approvvigionavano, con notevoli volumi, fontane pubbliche, che si trovavano lungo le vie urbane, e private, i bagni pubblici e le terme dove si poteva socializzare.

Una particolare attività commerciale che necessitava di grandi quantitativi d’acqua era la fullonica, tintoria romana; famosa è quella di Stephanus a Pompei, ma anche a Libarna è possibile riconoscerla tra i resti, a testimonianza della viva e fiorente vita economica.

Durante il percorso di visita nel quartiere dell’anfiteatro di Libarna è possibile ammirare ancora alcuni pozzi, anch’essi manufatti collegati al sistema idraulico. Saranno questi gli argomenti raccontati dagli archeologi nella passeggiata dedicata alle storie d’acqua. L’iniziativa è realizzata con il contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Alessandria e la collaborazione con Egato6, l’Ente di governo dell’ambito territoriale ottimale alessandrino che si occupa della gestione delle risorse idriche.

Libarna è un importante luogo della cultura in Piemonte, dove i visitatori non hanno solo l’opportunità di assistere a spettacoli, ma possono trovare straordinarie occasioni di partecipazione a percorsi tematici di approfondimento, quindi ogni appuntamento potrà essere un’immersione nella storia, in cui la memoria diventa il ricordo di un’esperienza.

Da aprile a settembre 2026 la Direzione regionale Musei nazionali Piemonte, il Comune di Serravalle Scrivia e l’Associazione Libarna Arteventi propongono passeggiate archeologiche, attività didattiche per i più piccoli, la rassegna di teatro classico dei licei, il “Concerto del tramonto”, mentre la stagione si concluderà con le Giornate Europee del Patrimonio che avranno come protagonista la danza, una novità per il sito archeologico.

Le attività di quest’anno sono realizzate con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria,  con la collaborazione dell’Ente Aree Protette Appennino Piemontese, della Fondazione Teatro Marenco di Novi Ligure, il Liceo Peano di Tortona, Alexala, l’Ente Egato6.

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