Cronaca - Alessandria - Pavia

Oltre un commento su due, sui social, semina odio: perché?

RADIO GOLD – I commenti sui social continuano a essere violenti. Lo scorrere del tempo non attenua la loro tossicità e addirittura il rischio riscontrato è che si finisca per normalizzare, almeno sul web, l’odio tanto da diventare strutturale nel discorso digitale italiano.

Il quadro emerge da un recentissimo studio dell’Osservatorio italiano sui diritti, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e il contributo dell’agenzia The Fool. In tutto sono stati monitorati 2 milioni di contenuti tra gennaio e novembre 2025 rilevando che il 56% può essere definito negativo. Perché questo odio sul web? Cosa vuole dimostrare chi usa le parole come pugnali? Come comportarsi davanti a questa violenza verbale? Ne parliamo nella nuova puntata di Psicose con la psicologa Sara Bosatra. Intanto qui sotto vi lasciamo il manifesto realizzato da Parole Ostili per un giusto comportamento anche nel digitale.

1. Virtuale è reale
Dico e scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona.
2. Si è ciò che si comunica
Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano.
3. Le parole danno forma al pensiero
Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso.
4. Prima di parlare bisogna ascoltare
Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura.
5. Le parole sono un ponte
Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri.
6. Le parole hanno conseguenze
So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi.
7. Condividere è una responsabilità
Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi.
8. Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare
Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare.
9. Gli insulti non sono argomenti
Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi.
10. Anche il silenzio comunica
Quando la scelta migliore è tacere, taccio.
Condividi