Cronaca - Alessandria

Nuova piscina comunale ad Alessandria, lavori finiti nel 2029: i tempi del progetto e i prezzi per i cittadini

ALESSANDRIA – I lavori del nuovo progetto della piscina comunale di Alessandria in Lungo Tanaro San Martino inizieranno a gennaio del 2027 e termineranno nel 2029. Questa la tabella di marcia definita dai vertici di Supéra, la società spagnola in Italia già impegnata con una realizzazione a Reggio Emilia che proprio martedì ha firmato la convenzione con l’amministrazione comunale e che, alla sera, ha incontrato i cittadini residenti del Comitato Piscina Borgoglio nel confronto fissato al Circolo Nuova Saves. Su Radio Gold le parole del project manager della società spagnola, Davide Fontani, del sindaco di Alessandria, Giorgio Abonante e del presidente del Comitato, Athos Vecchi.

Nel corso della serata si è entrati nel dettaglio sul progetto, già svelato nei mesi scorsi: non solo acqua ma anche aree dedicate al benessere e al fitness. Il cantiere dovrebbe scattare a inizio 2027. I lavori dureranno 24 mesi: la prima estate con le nuove vasche, quindi, sarà quella del 2029. La sicurezza idrogeologica è stato il fattore che ha parzialmente rallentato l’iter rispetto alle previsioni iniziali. Ai cittadini, inoltre, i vertici di Supera hanno anche anticipato alcune caratteristiche dell’impianto: aperto sette giorni su sette dalle 7 alle 23. Questi i prezzi: 14 euro il costo di un accesso giornaliero a tutte le strutture, non solo le vasche, ma anche il solarium, l’area fitness o la palestra polifunzionale. L’abbonamento mensile per gli adulti dai 18 ai 65 anni costerà 59 euro, 90 euro invece quello per una famiglia (composta da due adulti e due bambini). Dal nuovo polo sportivo si potrà anche accedere alla passeggiata Sisto, una area che la stessa amministrazione comunale punta a riqualificare. Le nuove strutture daranno lavoro a quasi 50 persone. 

“Soddisferemo una nuova domanda” hanno precisato dalla società spagnola “non ci rivolgiamo a chi già pratica sport ma sapremo coinvolgere chi oggi non lo fa. Come è già successo in passato in Spagna, quindi, i nostri impianti non penalizzeranno quelli già esistenti ma soddisferanno una parte di popolazione che, altrimenti, non praticherebbe sport”.

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