Autore Redazione
venerdì
24 Aprile 2026
05:05
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Politica - Casale Monferrato

Intitolazione di uno spazio di Casale a Ramelli, FdI replica al Pd: “Memoria senza nomi cancella il ricordo”

Intitolazione di uno spazio di Casale a Ramelli, FdI replica al Pd: “Memoria senza nomi cancella il ricordo”

CASALE MONFERRATO – Prosegue il confronto politico sull’intitolazione di uno spazio pubblico di Casale a Sergio Ramelli, giovane militante del Fronte della Gioventù ucciso durante gli anni di piombo. Dopo l’intervento della consigliera comunale del Pd Ramona Bruno, la sezione monferrina di Fratelli d’Italia ha replicato definendo le sue parole “l’ennesimo tentativo di distorcere la memoria a una lettura ideologica, selettiva e profondamente divisiva”.

Secondo Fratelli d’Italia, definire divisiva l’intitolazione a Sergio Ramelli sarebbe “una mistificazione della realtà”. Il partito ha ribadito che Ramelli era “un ragazzo di 18 anni massacrato per le sue idee” e che negargli un ricordo significherebbe cancellare una parte della storia.

FdI ha ricordato di aver proposto di affiancare al nome di Ramelli quello di Claudio Varallo, giovane militante di sinistra ucciso a 17 anni, anche lui vittima della violenza politica. Una proposta che, secondo il partito, sarebbe stata “chiara, concreta, inclusiva” ma respinta.

La sezione casalese ha criticato anche l’ipotesi avanzata dalla sinistra di una targa dedicata genericamente a tutte le vittime degli anni di piombo: “Una memoria senza nomi non unisce: cancella il ricordo e lo rende anonimo”. Fratelli d’Italia ha respinto poi ogni richiamo al fascismo nel dibattito locale: “Quale fascismo, oggi, a Casale Monferrato? Dove sarebbe questo pericolo concreto?”. Per il partito, Casale è una città democratica e legata ai valori della Costituzione, proprio per questo chiamata a riconoscere tutte le vittime della violenza politica senza filtri ideologici.

FdI ha richiamato infine la svolta di Fiuggi del 1995 e le parole di Giorgia Meloni sul rifiuto di ogni totalitarismo. La posizione rivendicata è netta: “Ogni giovane ucciso per le proprie idee merita rispetto, nome e memoria. E continueremo a difenderla, senza ipocrisie”.

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