Autore Redazione
mercoledì
22 Aprile 2026
05:08
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Politica - Casale Monferrato

Casale, scontro sulla Memoria: Bruno (Pd) invoca uno spazio per tutte le vittime degli Anni di Piombo

Casale, scontro sulla Memoria: Bruno (Pd) invoca uno spazio per tutte le vittime degli Anni di Piombo

CASALE MONFERRATO – A Casale Monferrato prosegue il confronto politico sull’intitolazione di uno spazio pubblico cittadino a Sergio Ramelli, il giovane esponente del Fronte della Gioventù ucciso negli Anni di Piombo. La consigliera comunale del Pd Ramona Bruno ha risposto alle parole dell’onorevole di Fratelli d’Italia Enzo Amich rilanciando la proposta della minoranza: dedicare uno spazio pubblico a tutte le vittime della violenza politica di quegli anni.

Bruno ha detto di condividere un passaggio di Amich sulla “memoria selettiva”, sottolineando però che proprio per questo sarebbe più giusto ricordare l’insieme delle vittime degli Anni di Piombo, invece di una sola figura. Secondo la consigliera dem, sarebbe importante anche promuovere momenti di approfondimento storico rivolti ai più giovani per spiegare meglio quella stagione e le sue conseguenze sul presente.

Nel suo intervento Bruno ha ribadito di aver posto fin dall’inizio una questione di metodo, chiedendo il coinvolgimento della Commissione Toponomastica, maggiore condivisione e una riflessione sull’opportunità politica e simbolica della scelta. “Lei mi risponde con il diritto di ricordare una vittima, ma perché solo una?” ha osservato rivolgendosi ad Amich.

Per sostenere la sua posizione, la consigliera ha richiamato alcuni nomi di giovani uccisi in quegli anni, tra cui Paolo Rossi, Alberto Brasili e Benedetto Petrone, parlando di una lunga scia di violenza che ha colpito persone di appartenenze politiche diverse. Bruno ha poi ricordato anche le stragi dell’estrema destra, citando Piazza Fontana, Italicus e Piazza della Loggia.

Secondo l’esponente del Pd, la proposta avanzata dalla minoranza punta a una memoria più ampia e condivisa, mentre l’intitolazione a un singolo nome rischierebbe di alimentare divisioni. Bruno ha anche precisato di non aver mai messo in discussione la tragedia della morte di Ramelli, ma di aver evidenziato il rischio di una memoria parziale in un contesto in cui, ha aggiunto, continuano a emergere episodi di intolleranza e richiami a simbologie neofasciste.

Nel passaggio finale della replica, la consigliera ha citato anche una dichiarazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni contro razzismo, antisemitismo e nostalgie dei totalitarismi, spiegando che il suo richiamo riguardava proprio la responsabilità delle istituzioni nelle scelte simboliche e culturali. “La toponomastica non è una bandierina e ancor peggio, non lo è un ragazzo di 18 anni ammazzato” ha concluso Bruno.

Il botta e risposta, quindi, resta aperto. Al centro della discussione c’è non solo il nome da dare a uno spazio cittadino, ma anche il modo in cui Casale Monferrato sceglie di ricordare una delle pagine più drammatiche della storia italiana.

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