Cronaca - Alessandria

Giulio Regeni, 10 anni dopo. L’Università del Piemonte Orientale non dimentica: “Non c’è ricerca senza libertà”

ALESSANDRIA – “Non c’è ricerca senza libertà“. Questo il messaggio più importante rilanciato dall’Università del Piemonte Orientale di Alessandria per ricordare Giulio Regeni, a dieci anni dal suo omicidio in Egitto. Martedì nella sede dell’ateneo alessandrino è stato proiettato “Tutto il male del mondo”, il documentario dedicato allo studente friulano di Cambridge torturato e assassinato durante il regime di Al Sisi e al processo nei confronti di quattro agenti dei servizi segreti egiziani. L’ateneo piemontese ha aderito, insieme ad altre 75 università italiane, all’iniziativa rilanciata dalla Senatrice Elena Cattaneo per tenere alta l’attenzione sulla vicenda Regeni.

“Teniamo alta l’attenzione sul concetto di libertà della ricerca e sulla completa indipendenza dei nostri ricercatori. Lo hanno rimarcato i nostri studenti: un messaggio molto bello, una libertà che si lega al coraggio. Per noi è un dovere partecipare a questa iniziativa” ha detto il Rettore Menico Rizzi. Il direttore del Digspes, Giorgio Barberis, ha parlato di “un senso lacerante di ingiustizia che ci spinge a cercare la verità” e ha ricordato come, ancora oggi, l’Italia continui “a commerciare in armamenti con l’Egitto, un tema che non possiamo eludere. Dobbiamo essere sentinelle che difendono valori in cui crediamo”. “Grazie per essere qui” le parole del direttore del Disit Guido Lingua, rivolto agli studenti e ai cittadini che hanno partecipato alla proiezione del documentario “avete deciso di non dimenticare e di non essere indifferenti. Un gesto magari piccolo ma molto importante”. 

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