Cronaca - Provincia di Alessandria

Baracche diventate case e persino un maneggio: scoperti immobili abusivi tra Alessandria e Asti

PROVINCIA DI ALESSANDRIA/ASTI – C’erano baracche, alcune nel tempo trasformate in abitazioni di pregio, attività economiche e persino un maneggio. Erano quasi tutti “irregolari”, sotto il profilo urbanistico, edilizio, ambientale o idraulico, i 78 immobili controllati dai Carabinieri Forestali nelle province di Alessandria e Asti nell’ambito della campagna nazionale “Casa Sicura”.
Un’operazione “chirurgica” quella dei militari al comando del Colonnello Stefano Gerbaldo. Gli obiettivi sono stati individuati attraverso una complessa fase di “intelligence tecnica”. Come spiegato dal Capitano Giovanni Pintone, comandante del Nucleo Investigativo, i Carabinieri Forestali di Alessandria e Asti hanno incrociato i dati del Geoportale Nazionale del Ministero dell’Ambiente con quelli della Regione e dell’Agenzia delle Entrate, hanno analizzato i vincoli ambientali presenti nei territori delle due province e sviluppato specifici progetti cartografici con software Q-Gis. Un’attività che ha permesso di “prendere la mira” e agire praticamente a “colpo sicuro“: nel 90% dei controlli sono infatti emerse “gravi irregolarità”.

In provincia di Alessandria l’attività interessato 59 immobili in diversi Comuni, tra cui Alessandria, Acqui Terme, Casale Monferrato, Serravalle Scrivia e Voltaggio: l’85% dei target è risultato irregolare, con sanzioni per oltre 60 mila euro e 16 ordinanze di demolizione. In provincia di Asti, invece, tutti i 19 controlli effettuati hanno evidenziato irregolarità, con multe superiori ai 106 mila euro.

Lo sguardo dei Forestali si è focalizzato soprattutto sulle aree considerate più vulnerabili: terreni vicino ai corsi d’acqua, zone protette e aree sottoposte a vincoli paesaggistici e idrogeologici. I numeri restituiscono una fotografia molto netta della situazione: l’84,6% degli immobili controllati presentava violazioni urbanistico-edilizie, mentre nel 75,6% dei casi sono state riscontrate opere realizzate in aree a rischio idraulico o idrogeologico. In oltre il 70% dei controlli sono emerse violazioni paesaggistiche e nell’84,6% dei casi opere abusive in aree naturali protette. Durante i controlli sono stati scoperti anche 16 immobili che occupavano abusivamente il demanio idrico fluviale, pari a oltre il 20% dei target verificati. In alcuni casi si trattava di strutture sorte nel tempo senza autorizzazioni, poi ampliate e trasformate fino a diventare vere abitazioni o attività economiche.

Complessivamente sono state inviate 70 notizie di reato alle Procure di Alessandria, Asti e Vercelli e sono state comminate sanzioni amministrative per quasi 168 mila euro. I casi sono stati segnalati anche ai Comuni, alla Soprintendenza, all’Agenzia delle Entrate, agli Enti Parco, all’Aipo e alla Regione Piemonte. I Carabinieri Forestali di Alessandria e Asti, infatti, non si sono limitati a segnalare le irregolarità, ha precisato il Colonnello Gerbaldo. I militari hanno seguito “passo dopo passo” tutto l’iter amministrativo per arrivare al ripristino ambientale e della legalità urbanistico-edilizia.

L’abusivismo non è mai un reato senza vittime – ha sottolineato – perché colpisce il senso di legalità, la corretta fruizione delle risorse naturali e il paesaggio, che è un valore costituzionale”, ha evidenziato il Colonnello, richiamando la riflessione del Prefetto di Alessandria, Alessandra Viciguerra, presente alla presentazione dei dati insieme al Prefetto di Asti, Claudio Ventrice, e al Comandante provinciale dei Carabinieri di Alessandria, il Colonnello Giovanni Palatini.
Le opere abusive mettono a rischio il corretto assetto idrogeologico e idraulico del territorio, aumentando i pericoli in caso di eventi alluvionali e grazie all’attività dei Carabinieri Forestali di Alessandria e Asti finora i Comuni hanno emesso 28 ordinanze di ripristino e in 23 casi le aree sono già state liberate da cemento e lamiere e riportate allo stato naturale attraverso interventi di rinverdimento e rimboschimento. Un dato, quest’ultimo, “destinato a crescere con il proseguimento delle attività” ha aggiunto il Colonnello Gerbaldo.

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