19 Maggio 2026
11:59
Associazione Italia-Israele Alessandria: “Dal ‘Coordinamento Palestina’ poca pace e molto antagonismo”
ALESSANDRIA – L’Associazione Italia Israele di Alessandria interviene nel dibattito che coinvolge anche il territorio sulle politiche israeliane a Gaza e sulle iniziative di sostegno al popolo palestinese avviate ad Alessandria e provincia. “Definire pubblicamente “genocidio” l’azione militare israeliana“, spiega, “costituisce un’affermazione ideologica e propagandistica che ignora la complessità del conflitto, il terrorismo di Hamas, l’orrendo massacro del 7 ottobre e il diritto di Israele a difendere la propria popolazione civile. Serve ricordare che è solo di qualche giorno fa la dichiarazione del procuratore della Corte Penale Internazionale Karim Khan il quale afferma che non esistono prove sufficienti per sostenere un’accusa di genocidio nei confronti dei leader israeliani e che sarebbe sconsiderato procedere sulla base della pressione pubblica o ideologica. L’utilizzo sistematico e disinvolto di questo termine, presentato all’opinione pubblica come una verità già accertata, costituisce quindi una mistificazione della realtà giuridica e contribuisce ad alimentare un clima di ostilità e delegittimazione verso Israele ben oltre il giusto diritto di critica politica”.
L’associazione ritiene “ancora più inquietante la promozione del boicottaggio economico, culturale e scientifico contro Israele“. “Il movimento BDS da anni opera non per favorire il dialogo tra israeliani e palestinesi – sostiene l’Associazione Italia-Israele di Alessandria – ma per isolare unilateralmente Israele sul piano internazionale. Colpisce sempre come associazioni e movimenti che promuovono campagne permanenti di boicottaggio economico, culturale e accademico contro Israele non sviluppino iniziative comparabili, con la stessa continuità e intensità, contro regimi autoritari, organizzazioni terroristiche o governi responsabili di repressioni sistematiche, persecuzioni religiose e massacri di civili in molte altre aree del mondo. Una selettività politica che inevitabilmente solleva non pochi interrogativi sulla reale natura di queste mobilitazioni. Parlare di “pace” mentre si promuove il boicottaggio di aziende, università, attività culturali e perfino case farmaceutiche israeliane significa colpire indiscriminatamente una società democratica, pluralista e avanzata. Siamo ben oltre il dissenso politico. È anche difficile non notare i continui evidenti cortocircuiti di queste campagne: si demonizzano aziende israeliane come Teva, si sostengono mobilitazioni e poi, quando emergono crisi industriali o rischi occupazionali nei siti italiani collegati a quei gruppi, gli stessi ambienti sindacali chiedono interventi e tutele per salvaguardare posti di lavoro e produzione”.
“Particolarmente indegno, infine, è lo sfruttamento della memoria dell’Olocausto, piegata e maltrattata, per sostenere questa campagna di isolamento politico con la proiezione di “The orphan”. Il documentario, prodotto da Miko Peled, anti-sionista e attivo nei circuiti filo-palestinesi radicali, non rappresenta uno spaccato neutrale utile al discernimento storico o politico.
L’Associazione Italia Israele di Alessandria respinge con fermezza questa narrazione distorta e ribadisce che la pace non si costruisce attraverso campagne di isolamento ideologico, slogan accusatori o processi pubblici contro Israele, ma attraverso il riconoscimento reciproco, il rifiuto categorico del terrorismo e il rispetto della verità storica e giuridica”.