Alessandria e i fiumi che non sa di avere: l’esempio di chi li ha valorizzati

ALESSANDRIA – Il progetto connesso alla realizzazione del nuovo ponte Meier ad Alessandria aveva immaginato un recupero delle sponde del fiume Tanaro poi però venne ridimensionato e quell’idea tornò in un cassetto. La rubrica dedicata alle prossime elezioni ad Alessandria per suggerire nuovi spunti oggi torna ad affrontare questa suggestione, più volte prospettata ma mai realizzata. Il capoluogo è incastonato tra due fiumi, il Tanaro e la Bormida, ma nonostante questa abbondanza nessuno di loro è mai stato inserito seriamente nella vita dei cittadini. Entrambi i corsi d’acqua sono qualcosa di cui si ha paura nelle stagioni piovose o che rappresentano semplici nastri trasportatori di rifiuti o scarti. Al massimo rumore di sottofondo nelle giornate più silenziose.

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“Madrid ha recuperato il Manzanarre”

Eppure molte città hanno dimostrato l’importanza di queste risorse naturali, tornando a viverle con progetti che le hanno integrate nella vita sociale ed economica. Madrid, ad esempio, ha recuperato il Manzanarre, pesantemente inquinato, restituendolo alla cittadinanza attraverso un percorso che ha creato strutture e luoghi di aggregazione percorrendo contemporaneamente un porocesso di ripoplamento faunistico e floreale. L’area in questo modo è diventata un quartiere popolato, protagonista di un recupero complessivo importante sebbene attualmente non ancora del tutto omogeneo. L’operazione ha prodotto molti benefici con l’unico neo, ma questo è un altro discorso, di aver affaticato le casse della Municipalità madrilena con debiti contratti per 35 anni.

Un altro esempio virtuoso arriva dalla Francia, esattamente da Lione. Parliamo della Confluence, quartiere post industriale che dal 2003 ha cambiato faccia. La crisi ha impoverito quella zona ma il progetto iniziato nel 1999 ha permesso di restituirle vitalità. Ora il Rodano e il Saone, sono parte integrante di un luogo divenuto di svago e sport per i cittadini oltre che polo culturale. Uno spazio divenuto un polmone verde con oltre 2500 alberi che diventeranno a breve 4500, insieme a 5mila nuove costruzioni. Altri esempi di recupero arrivano da Bilbao o da Seul con il recupero del Cheonggyecheon.

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“Lione ha creato il parco della Confluence”

Gli esempi sono molteplici con percorsi addirittura più azzardati. Parigi, per esempio, ha reso le sponde della Senna delle piccole spiagge e ora intende rendere balneabili quelle acque, dichiarate biologicamente morte negli anni Sessanta per l’inquinamento da industrie e agricoltura. L’amministrazione vorrebbe rendere il fiume nuovamente pulito, e quindi balneabile, dal 2024. In occasione delle olimpiadi l’amministrazione azzarda la velleità di far disputare alcune gare proprio nelle acque della Senna. La possibilità che le acque vengano davvero recuperate appare particolarmente difficile per gli esperti ma è interessante che si affronti il tema.

Indipendentemente dai progetti altisonanti e sfarzosi alcuni esempi dimostrano la bontà dei percorsi di recupero dei fiumi e senza troppo sfarzo anche ad Alesasndria si potrebbe pensare di integrare seriamente il paesaggio dei due fiumi. Una ipotesi del genere era stata ventilata tempo fa con un’idea che mutuò proprio una esperienza parigina. Alice Pedrazzi, direttrice di Confcommercio Alessandria, suggerì di creare spazi di aggregazione lungo il Tanaro recuperando la sponda tra il Meier e gli argini. Il recupero lungo il Tanaro del Parco di Lungotanaro Solferino è stato una buona cosa ma è rimasto avulso dal fiume con un semplice affaccio che continua a mantenere una linea di demarcazione.

I progetti di integrazione reale dei fiumi si sono sprecati tra percorsi ciclo pedonali, sentieri e cammini proposti da numerosi cittadini, associazioni, comitati e politici ma sempre rimasti sulla carta. Tutti ragionamenti che dovrebbero essere messi in rete e accompagnati politicamente per impedire che buone idee finiscano per essere casi isolati dal fiato corto. Il successo di un vero recupero dei fiumi dipende infatti da una reale fruibilità dei luoghi e da una serie di servizi che li renda vitali. La ritrovata valorizzazione della natura può essere l’occasione per imbastire un ragionamento serio che includa davvero il Tanaro e la Bormida.