A spasso per il Piemonte: il lago di Antrona nato nel ‘600 dopo una frana

PIEMONTE – Il lago di Antrona, situato in provincia di Verbania a circa 1200 metri d’altezza, è ideale per una gita estiva e offre la possibilità di fare una gita con pic-nic tra fresche cascate e bagni rigeneranti. L’origine del lago risale al 27 luglio 1642 quando una frana di enormi proporzioni si staccò dalla montagna andando a creare questo suggestivo bacino. Lo specchio d’acqua presenta anche un percorso ad anello che lo circonda per tutta la sua estensione. Lungo il cammino si potranno trovare ponticelli, gallerie e passerelle sospese che permetteranno ai turisti anche di passare dietro la cascata del Rio Sanjont. Per raggiungere il lago di Antrona bisogna arrivare al paesino di Antronapiana nel VCO. L’auto può essere parcheggiata nella zona dell’albergo-ristorante la Pineta. L’anello che circonda l’Antrona è di circa 3 chilometri e per percorrerlo si impiega circa un’ora e mezza, con un dislivello complessivo di 90 metri.

Quando parliamo del lago di Antrona, in realtà, dobbiamo parlare di quattro laghetti quasi concatenati. Una parte del percorso, quello che collega il primo al secondo lago, si svolge sulla vecchia linea ferroviaria, costruita per facilitare il trasporto dei materiali utilizzati per la diga. Attraverso il lungo percorso si trovano splendidi scorci. Si può comunque decidere se affrontare l’intero itinerario a piedi oppure scegliere la comoda strada asfaltata che prosegue fino alla diga del lago Campliccioli. Va detto che se vogliamo percorrere l’intero percorso la sua durata non sarà solo di un’ora e quaranta ma triplicata. Il percorso infatti prevede una deviazione: andando a destra, si attraversa la splendida alpe Granarioli e ci si avvia sulla strada del ritorno, a sinistra si va verso il lago del Cingino con i suoi stambecchi e quindi il percorso verso tutti e quattro i laghi di Antona.

Il luogo è famoso anche per la produzione di cibi particolarmente gustosi. In particolare l’assortimento di formaggi: Ossolano e l’Ossolano di Alpeggio, che si appresta ad ottenere la Dop. Il latticino tipico della zona però è lo Spress prodotto sul territorio di Verbania con latte vaccino parzialmente scremato e un’aggiunta di piccole quantità di latte ovino e caprino. Come non parlare, poi, di alcuni salumi come la mortadella ossolana, la bresaola della Val D’ossola, la carne secca, il prosciutto crudo della Val Vigezzo e il violino di capra (salume ottenuto dalla carne della capra).

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