BASALUZZO – Una tragedia ha insanguinato la mattina di Ferragosto a Basaluzzo. Le persiane delle villette a schiera in via San Pio V erano ancora serrate quando un urlo ha squarciato il silenzio. “Muoio, muoio”, questo il drammatico grido sentito da Francesco, un vicino di casa, intorno alle 6.15 della mattina del 15 agosto.

  Continua dopo il banner

adv-871

Non era la prima volta che si sentivano urla dall’alloggio al piano terra, ma la voce spezzata dal dolore seguita da un agghiacciante silenzio ha inquietato Francesco, che ha immediatamente chiamato il 112.  Quando i Carabinieri hanno imboccato via San Pio V si sono ritrovati davanti una donna, evidentemente sotto shock. Ana Fernando Nhare, 63 anni originaria del Mozambico, non ha fatto nulla per sfuggire ai militari e ha subito confessato di aver ucciso il marito Walter Corradini di 69 anni.  Nella borsa i Carabinieri hanno poi trovato un coltello sporco di sangue, la lama presumibilmente utilizzata dalla donna per colpire almeno 8 volte al volto, al petto e sulla schiena l’uomo con cui era sposata da 34 anni.

I due si erano conosciuti in Mozambico, dove Walter aveva lavorato nei cantieri dell’Eni. In Africa Corradini lo chiamavano “l’uomo dagli occhi di gatto” raccontava sempre la coppia ai vicini di casa e la carnagione bianca e gli occhi chiarissimi dell’uomo apparivano strani ai bambini africani. “Voi qui avete l’uomo nero, lui lì era l’uomo bianco” scherzava sempre Ana anche quando parlava con Angelo, un altro vicino di casa. La coppia era sempre cordiale con le altre famiglie che vivono nella palazzina in via San Pio V e soprattutto Walter era sempre pronto alla battuta e allo scherzo. “Un uomo buono, hanno raccontato ancora i vicini, che aveva fatto “di tutto” per tenere insieme la famiglia anche quando le cose avevano iniziato a diventare difficili, ha aggiunto Giovanni Zucconi, avvocato di Corradini “ma soprattutto un amico.

Nel 2010 la donna aveva denunciato il marito per maltrattamenti ma poi aveva ritirato la querela. Mesi fa Ana aveva lasciato la casa di Basaluzzo e si era trasferita a Novi ma sembra che l’accumularsi di spese e bollette l’avesse poi convinta a tornare a vivere con il marito. Diverse volte la coppia aveva litigato in passato ma la situazione, stando al racconto dei vicini, era peggiorata soprattutto dalla scorsa primavera. Poco prima della tragica mattina di Ferragosto sembra che la donna avesse già sferrato una lama contro il marito, ferendolo a un dito. All’alba di martedì mattina, poi, la tragedia. Un violento omicidio consumato in bagno e alla presenza del figlio di 24 anni della coppia che, svegliato dalle grida, non avrebbe fatto in tempo a fermare la madre, martedì portata in carcere a Torino con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla convivenza.