Il disappunto della Fondazione per la robotica ignorata
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ALESSANDRIA – Il rammarico è messo nero su bianco. Tra le righe, però, si legge subito un certo disappunto nel comunicato della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria sulla sospensione del ciclo di conferenze sui nuovi orizzonti della robotica.

Poche le persone che hanno deciso di approfondire con esperti, tutti di altissimo livello“, le caratteristiche e le potenzialità di un settore in continuo sviluppo e naturalmente proiettato al futuro. La Fondazione Cassa di Risparmio ha quindi dovuto “prendere atto della realtà” e gettare la spugna. “O i nostri interlocutori sono già estremamente preparati sull’argomento o sull’argomento c’è scarso interesse e non gli si dà l’importanza che la Fondazione ha ritenuto di dargli hanno commentato da Palatium Vetus. Una piccata sottolineatura poi ribadita ai microfoni di Radio Gold dal Presidente Pier Angelo Taverna.

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Obiettivo delle sei conferenze era analizzare gli effetti del progresso tecnologico per coglierne tutte le opportunità. Lasciando vuote le poltrone del Broletto durante i primi due incontri di giugno e quello di fine settembre, il territorio ha però dimostrato alla Fondazione di non essere molto interessato a “interagire con il futuro” come proponeva il titolo del ciclo di conferenze.  “Noi prendiamo iniziative che pensiamo possano interessare a certi strati della popolazione. Se non c’è risposta, piuttosto che costringere relatori di altissimo livello a parlare davanti dieci persone preferiamo rinunciare”. Le conferenze, ha aggiunto il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, avrebbero aiutato ad analizzare anche le ricadute occupazionali della robotica. Neppure questo aspetto, però, ha calamitato pubblico. “Ritenevano fosse un argomento di attualità che guarda anche al futuro ma non abbiamo visto né università, né sindacati. Insomma, poco interesse. Magari il nostro territorio sa già tutto e pensa sia pleonastico partecipare ad approfondimenti di questo tipo. Io  non posso spiegare il perché ma solo prendere atto dello scarso interesse e scusarmi con i relatori e con quanti, anzi, con i pochi che hanno partecipato ai primi incontri”.