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C’è anche il contributo, prezioso, della Polizia di Alessandria nella brillante operazione portata a termine questa mattina alle 9.20 circa, a Castelnuovo Scrivia. Il personale della Squadra Mobile di Reggio Calabria e di Alessandria, infatti, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, a conclusione di incessanti ed articolate attività investigative, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, guidate dal Procuratore della Repubblica Dr. Cafiero De Raho, e dal Procuratore Aggiunto Dr. Nicola Gratte, ha catturato il latitante della ‘ndrangheta Sebastiano Strangio, 38 anni, nato a Locri (RC) e componente dell’omonima famiglia di San Luca (RC), contrapposta a quella dei Pelle-Vottari.
L’uomo è stato bloccato questa mattina mentre stava sorseggiando un caffé in un bar di Castelnuovo Scrivia. Nel corso di un riservato servizio di pedinamento ed osservazione il latitante è stato infatti riconosciuto dagli investigatori della Squadra Mobile di Alessandria, insieme a quella di Reggio Calabria, coordinati dallo S.C.O. di Roma, con l’ausilio del personale del Servizio Polizia Scientifica del Dipartimento. All’uscita del locale i poliziotti, appostati per impedire ogni possibilità di fuga, hanno fermato l’uomo ponendo fine alla sua latitanza, nonostante il tentativo dell’uomo, al momento del controllo privo di armi, di nascondere la sua identità esibendo una patente falsa.

Strangio è figlio di Maria, anche lei di Locri, uccisa dopo un agguato di stampo mafioso avvenuto a San Luca (RC) il 25 dicembre del 2006. Proprio per la data particolare quel delitto, in cui vennero feriti anche altri suoi parenti, fu definito la “Strage di Natale”. Da allora il latitante, catturato questo sabato mattina a Castelnuovo Scrivia, sorvegliato speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno, aveva fatto perdere ogni sua traccia. La morte di Maria Strangio rappresentò un evento eccezionale perché mai, prima di allora, una donna era stata coinvolta in eventi collegati alla ‘ndrnagheta, protetta da un alone di “sacralità”. Quella tragica fine infatti portò la reazione della cosca Nirta-Strangio, culminata della ‘strage di Duisburg’ del Ferragosto 2007, in Germania.

Su Sebastiano Strangio, irreperibile dal 2007, pendono provvedimenti di custodia cautelare emessi dalla procura reggina per associazione mafiosa, omicidio ed altri reati legati in parte alla ‘faida di San Luca’.

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