ALESSANDRIA – “Morale sotto le scarpe” per la Polizia Penitenziaria di San Michele dopo l’aggressione di un detenuto marocchino ai danni di un agente, un episodio avvenuto il 13 aprile per futili motivi. Lo denuncia la Uilpa che in un documento ha chiesto al Provveditore regionale, Liberato Guerriero, di aumentare l’attenzione verso i poliziotti costretti ad affrontare situazioni sempre più difficili.

“Dopo quella di dicembre – spiega il segretario, Giuseppe Maiuridove un collega è stato mandato al pronto soccorso con una prognosi di 65 giorni quest’ultima aggressione è avvenuta ad opera di un detenuto magrebino che ha violentemente aggredito un agente per futili motivi. Ad oggi la politica di tolleranza messa in atto da un’amministrazione che purtroppo appare assente, fa sì che gli agenti sono diventati bersagli nelle sezioni detentive; un solo agente deve gestire sezioni di cinquanta, sessanta e più detenuti tutti con umori diversi, culture diverse e consapevoli che l’uomo in divisa è impotente“. Il sindacato ha contestato il mancato trasferimento del detenuto che, grazie al suo carisma, aveva assunto un ruolo di leadership già in altri penitenziari, situazione che avrebbe dovuto portare “all’allontanamento anche da San Michele al fine di impedire la creazione e il rafforzamento di quei rapporti di sudditanza creati con altri ristretti”.