Odissea dei gemellini: dopo la morte di Aurora restano critiche le condizioni di Christian [VIDEO]

AGGIORNAMENTO ORE 14: Restano critiche le condizioni di Christian, il gemellino nato all’Ospedale di Alessandria dopo un lungo trasferimento da Domodossola, sette ore dopo l’arrivo della mamma al Dea del San Biagio della città ossolana. La sorella Aurora, purtoppo, non ce l’ha fatta. “Quando sono arrivati ad Alessandria i due bambini erano nelle stesse condizioni, tipiche dei neonati estremamente prematuri, indipendentemente dalle modalità di trasporto, atipiche e fuori dalla routine” ha riferito Diego Gazzolo, direttore della Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Infantile di Alessandria. Il bambino, nato nella 24esima settimana, pesa 600 grammi e resta sotto stretta osservazione, in incubatrice, “visti i possibili problemi respiratori, cerebrali e cardiovascolari. Gli organi sono in fase di sviluppo, da quelli minimi a quelli vitali, col tempo bisognerà valutare il decorso dello sviluppo dei vari organi, considerando che c’è uno stato di criticità pre-esistente. La mortalità di questi bambini nella prima settimana è alta. Sulle possibilità di sopravvivenza di Christian preferisco non sbilanciarmi perché ogni caso fa storia a sé e la famiglia ci ha raccomandato la massima privacy.”  Intanto sono in corso le indagini per capire il movente di questo parto prematuro. E a proposito della morte della piccola Aurora, il dottor Gazzolo ha aggiunto che “esistono delle condizioni dove non è possibili fare manovre preventive e nelle quali non ci sono strumenti per fare una manovra correttiva, sono emerse delle variazioni repentine. I genitori? Si tratta di una famiglia splendida. Ci hanno ringraziato per quello che siamo riusciti a fare.”

AGGIORNAMENTO:  in una nota l’Azienda Ospedaliera di Alessandria ha confermato il decesso di uno dei due gemelli prematuri estremi nati sabato. “In tali casi,  ossia neonati di 24 settimane – fanno sapere dall’ospedale – il tasso di mortalità e di morbidità sono estremamente elevati, con rischio di danni permanenti agli organi vitali. Ecco perché il bambino sopravvissuto è ancora in prognosi riservata, in condizioni critiche”. Sono in corso indagini diagnostiche per individuare le cause all’origine di tale parto prematuro. La madre, invece, è stata dimessa.

AGGIORNAMENTO: La Regione Piemonte vuole fare piena luce sul caso che sta rimbalzando su tutti media: l’odissea dei gemellini costretti, insieme alla madre, a un’odissea di 170 km per sette ore di attesa. Da Torino è arrivato un comunicato che spiega la posizione dell’ente regionale:

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“Premesso che gravidanze così premature e soprattutto gemellari sono sempre soggette a gravi complicanze, come del resto sta emergendo dai primi riscontri all’ospedale di Alessandria, la direzione regionale Sanità esprime vicinanza alla famiglia della signora della Val d’Ossola che ha perso uno dei due gemelli nella giornata di oggi.

In merito alla vicenda, la direzione regionale Sanità ha prontamente avviato oggi un’indagine interna con tutte le unità operative coinvolte, per verificare in modo puntuale come si siano svolti i fatti, a partire dalla serata di  sabato 4 gennaio, comprese le visite e le fasi precedenti al ricovero. La Regione si riserva di valutare tutti i profili disciplinari, deontologici o di altro genere che eventualmente dovessero emergere.

Il caso riconferma che la concentrazione dei punti nascita, così come è stato deciso dalla Giunta regionale, risponde a criteri di appropriatezza di cura e di tempestività di intervento: la sosta della donna a Domodossola non è stata opportuna.

La Regione osserva infatti come, nonostante la riforma abbia previsto la chiusura del punto nascite di Domodossola perché al di sotto dei requisiti minimi previsti dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dall’accordo nazionale Stato-Regione del 2010, oggi questa struttura risulti ancora aperta, perché si è in attesa di un pronunciamento in merito del Tar.”

NOTIZIA: Non ce l’ha fatta uno dei due gemelli partoriti ad Alessandria dopo un’odissea di 170 chilometri, durata 7 ore. La piccola Aurora infatti si è spenta questa notte nell’ospedale del capoluogo. La mamma dei due bimbi, al sesto mese di gravidanza, era arrivata sabato sera al Dea del San Biagio di Domodossola, dopo che la donna aveva manifestato i sintomi di un parto prematuro. I medici avevano optato per il ricovero in un centro più attrezzato ma la struttura più vicina, l’ospedale Maggiore di Novara, non aveva posto per ospitare la paziente. Da qui la scelta di ricoverare la donna ad Alessandria visto che l’impiego dell’elisoccorso era impraticabile per via dell’oscurità, come ha spiegato alla stampa, Fabrizio Comaita, segretario della Federazione dei medici pediatri del Vco. “L’unica medicalizzata era impegnata in un altro trasporto urgente e quindi un’altra ambulanza era partita da Verbania per arrivare a Domodossola e giungere ad Alessandria”. Ora in ospedale, oltre alla mamma, c’è il piccolo Cristian, fratellino di Aurora. 

Intanto l’assessore regionale alla Sanità, Ugo Cavallera, giovedì riferirà in commissione sul caso, come riferito dal consigliere regionale della Lega Nord, Michele Marinello, autore di un’interrogazione urgente all’assessore.