CASALE MONFERRATO – Senza campagne di comunicazione e un adeguato lavoro di rapporto con i clienti e gli stakeholder le imprese sono solo una palla di pezza. La similitudine può apparire strana ma prende le mosse da un caso che ha fatto scuola, una vera palla di pezza attorno alla quale è stata costruita una storia che ha permesso a un banale mucchio di stoffa di assumere un valore inizialmente inaspettato.

Palla di pezza

L’esperimento risale al 2009 quando due giornalisti americani, Rob Walker e Joshua Glenn, presero alcuni oggetti privi di rilevante valore commerciale e li misero in vendita su eBay. Ogni oggetto all’asta era accompagnato da una didascalia, un racconto di cui era protagonista. Questo esperimento fece incassare a Walker e Glenn più di tremila e seicento dollari in 5 mesi. Circa 36 volte l’importo iniziale investito.

Oggi più che mai quell’esperienza assume ancora più valore. Lo hanno spiegato gli esperti dello Iulm, protagonisti a Casale dell’interessante convegno sulla comunicazione delle imprese. Un confronto pubblico organizzato dallo studio di commercialisti Pessina, Bajardi, Bollo, per far comprendere il valore oggi della comunicazione. Un concetto ben delineato dalla professoressa Stefania Romenti protagonista di una relazione che ha evidenziato la potenza dei social e del web, media che hanno cambiato il modo di comunicare. “Conduco ricerche da più di 15 anni e gli ultimi sono stati cruciali perché la consapevolezza rispetto ai temi della comunicazione è aumentata, anche se si muove a macchia di leopardo perché mentre in alcune realtà siamo a livelli molto avanzati in altri purtroppo la situazione è decisamente meno al passo”.

Eppure mai come oggi “reputazione, fiducia, onestà, autenticità e trasparenza radicale saranno i punti di riferimento della comunicazione di impresa anche nei prossimi anni – ha aggiunto Stefania Romenti”. Siamo infatti in un’era in cui l’azienda deve necessariamente distinguersi e deve sapersi narrare. In un bombardamento mediatico la grande capacità sta tutta nel catturare l’attenzione, il vero nuovo capitale delle aziende. Quella stessa attenzione catturata da una palla di pezza. La capacità di comunicare alcuni valori ha conferito a quella palla di emergere dal rumore informativo a riprova del fatto che “non comunicare produce perdite“.

Tutto questo conforta anche un altro approccio: la necessità di sfruttare bene i mezzi. Essere su tutti i social ma poi dimenticarli o non usarli in modo adeguato è controproducente, ha spiegato Guido Di Fraia, Direttore scientifico del Master allo Iulm sui Social Media Marketing. Attualmente le aziende sul web devono lavorare ancora molto per rispondere alle esigenze dei clienti, che pretendono una attenzione personalizzata. Quelle che ancora non ci sono invece perdono un’occasione che altri sfrutteranno.