PROVINCIA – Un prezioso strumento per chi è in dolce attesa o che ha appena partorito. Si chiama Io Mamma il progetto partito appena due mesi fa e promosso dall’Azienda Sanitaria di Alessandria: si tratta di una app per un uso consapevole dei farmaci prima o dopo il parto, nella fase di allattamento al seno.

Anche i farmaci da bando e quelli senza obbligo di prescrizione medica, infatti, se assunti insieme ad altri farmaci, possono essere controindicati e produrre effetti indesiderati. Tra circa un mese questa applicazione sarà scaricabile gratuitamente dagli store Apple e Google su tutti i telefonini presenti in provincia di Alessandria.

Questa strumentazione si baserà sulla ricchissima banca dati del Karolinska Istitutet, in Svezia, uno dei punti di riferimento mondiali per la valutazione dell’utilizzo chimico-applicativo di un farmaco.
Nel 2018 il numero di parti in provincia si attesterà intorno alle 3 mila unità circa: l’85% continua ad allattare al seno dopo i primi giorni.

Per la prima volta in Italia questo strumento sarà a disposizione dei cittadini” ha sottolineato il direttore generale dell’Asl Antonio Brambilla “questa è solo una delle nostre iniziative già previste all’interno del piano strategico in grado di creare un nuovo rapporto con i cittadini, fornendo loro strumenti utili per migliorare la loro consapevolezza nell’assunzione dei farmaci. Lo stesso strumento, più tecnico e specifico, sarà a disposizione anche di medici e farmacisti”.

A ideare il logo di Io Mamma e le grafiche all’interno della app sono stati gli alunni della 3^A dell’Istituto Cellini di Valenza, sezione arti figurative. La parola Io è formata da due simboli: la I è una linea che ricorda il pancione di una donna, mentre dentro la O (il cerchio è simbolo di fertilità, ndr) è stato disegnato il profilo di una donna, nero su sfondo bianco. Con l’istituto scolastico valenzano Asl ha firmato una convenzione che sarà anche riproposta nell’ambito dei progetti di alternanza scuola lavoro. Grande soddisfazione per la dirigente Maria Teresa Barisio e per la professoressa Franca Frassacarro.